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Argomento cardine di accese discussioni a seguito del Gran Premio dell’Azerbaijan è stato sicuramente il porpoising, fenomeno del saltellamento o effetto delfino, che quest’anno si è abbattuto sulle monoposto della massima serie. Il circuito cittadino azero ha particolarmente accentuato questi sobbalzi destando la preoccupazione di una buona fetta dei piloti del Circus, dal quattro volte iridato Sebastian Vettel a Pierre Gasly. Le problematiche legate al porpoising non si fermano solo al rallentamento inevitabile delle monoposto ma sfociano in un calo di sicurezza in pista e, soprattutto, in ripercussioni fisiche.

Non è una novità, difatti, che dall’inizio di questa scoppiettante stagione la Mercedes avesse sollevato parecchie polemiche per far pressione sulla FIA e rivedere le regole tecniche attuali, causa del calo prestazionale delle frecce argento. E, se una consistente parte di piloti avevano appoggiato le lamentele del team otto volte Campione del Mondo, di contro la RedBull si è fatta portavoce del fronte opposto non considerando un problema rilevante quello dei saltellamenti ad alta frequenza. Le monoposto che ospitano l’attuale Campione del Mondo in carica, sono effettivamente tra le meno colpite dal fenomeno del porpoising.

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Il quadro al quale abbiamo assistito a seguito del Gran Premio di Baku di un Lewis Hamilton così dolorante a seguito della gara, a tal punto da faticare a lasciare l’abitacolo della monoposto, deve aver però destato non poche preoccupazioni. Si vociferava, a tal proposito, che la FIA stesse avviando un’indagine così da avere un quadro completo della situazione, consultare medici specialisti e raccogliere dati da altre serie.

Detto, fatto. Fresco di giornata è l’intervento della Federazione che, con una direttiva tecnica emanata alla vigilia del weekend in Canada, ha reso pubblico un documento ufficiale nel quale si legge:

A seguito dell’ottava prova del Campionato mondiale FIA di Formula 1 di quest’anno, durante la quale è stato nuovamente visibile il fenomeno delle oscillazioni aerodinamiche (“porpoising”) delle vetture di Formula 1 di nuova generazione e relativo effetto durante e dopo la gara sulle condizioni fisiche dei piloti, la FIA, in qualità di organo di governo di questo sport, ha deciso che, nell’interesse della sicurezza, è necessario intervenire per richiedere ai team di apportare le modifiche necessarie per ridurre o eliminare questo fenomeno.

La direttiva tecnica include:

  1. Un controllo più attento del fondo e dei “pattini”, sia in termini di design che di usura osservata.
  2. La definizione di una metrica, basata sull’accelerazione verticale della vettura, che fornirà un limite quantitativo per il livello accettabile di oscillazioni verticali. La formula matematica esatta per questa metrica è ancora in fase di analisi da parte della FIA e i team di Fomula 1 sono stati invitati a contribuire a questo processo.

Il comunicato preannuncia poi un incontro tra la Federazione e i team per intervenire sul problema, non solo nel breve termine. “Oltre a queste misure, la FIA convocherà una riunione tecnica con i team per definire misure che ridurranno la propensione delle vetture a manifestare tali fenomeni nel medio termine.” Probabilmente poi ai fini di sedare le polemiche, la Federazione ha spiegato le specifiche ragioni dell’intervento dichiarando: “La FIA ha deciso di intervenire dopo aver consultato i suoi medici nell’interesse della sicurezza dei piloti. In uno sport in cui i protagonisti guidano abitualmente a velocità superiori a 300 km/h, si ritiene che tutta la concentrazione di un pilota debba essere messa su questo compito e che l’eccessiva stanchezza o il dolore avvertito da un pilota possano avere conseguenze significative in caso di perdita di concentrazione. Inoltre, la FIA è preoccupata per l’impatto fisico immediato sulla salute dei piloti, alcuni dei quali hanno riportato dolori alla schiena in seguito ai recenti eventi.”

 

 

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