Flop dei bonus spesa a Napoli, PaP: “Allargare platea dei beneficiari”

61
informareonline-potere-al-popolo-buoni-spesa

Il bonus spesa stanziato dal governo ha previsto lo stanziamento, per la città di Napoli, di 7,3 milioni di euro, a cui va aggiunto, secondo le dichiarazioni del sindaco, un altro milione recuperato dal bilancio comunale e i fondi raccolti grazie alle donazioni effettuate verso l’IBAN attivato da Palazzo San Giacomo.

Si stimava che la platea di beneficiari in base ai fondi disponibili riuscisse a coprire tra le 25 e le 30.000 persone e famiglie. Secondo quanto riportato le domande arrivate sono state 18.239, quelle considerate valide 14.200 circa. Qualcosa è evidentemente andato storto.

«Abbiamo subito fatto presente al Comune che i criteri stabiliti erano troppo restrittivi per la platea di persone in seria difficoltà in questo momento»
Questa la dichiarazione di Chiara Capretti, esponente di Potere al Popolo.
“Adesso bisogna agire in fretta e dare la possibilità a migliaia di altre famiglie di accedere al bonus: i soldi spesi, secondo una stima approssimativa, per il momento sono 4.544.000€ su un budget iniziale di 8,3 milioni (donazioni all’IBAN escluse, perché non sappiamo a quanto ammontano): restano dunque altri 3.756.000€ da spendere. Praticamente, grazie ai criteri restrittivi, si è speso poco più della metà del budget iniziale.”

Perché i criteri erano così restrittivi?

Al Bonus Spesa non poteva accedere chi, nello stato di famiglia, percepisce un minimo sostegno con il reddito di cittadinanza, una pensione sociale, altri ammortizzatori. Non si è scelta una soglia ISEE ma poteva accedere solo chi dichiarava reddito zero. Questo ha escluso decine di migliaia di famiglie che sono attualmente in povertà assoluta.

“Praticamente il 90% delle famiglie che hanno chiamato al nostro sportello di supporto non potevano accedere perché, come spesso accade ormai a Napoli, a causa della povertà e del caro affitti, vivono in nuclei familiari numerosi con i nonni che percepiscono magari 400 € di pensione di cui la metà se ne va solo per le spese farmaceutiche, o ancora magari lavoravano con contratti a grigio di 4 ore la settimana, o ancora hanno diritto ad altri ammortizzatori sociali ma al momento non gli sono stati erogati e sono in un limbo di sospensione che continua a far diffondere l’epidemia sociale: la miseria.”

Gli attivisti di Potere al Popolo propongono un tavolo di discussione con associazioni e movimenti che in queste settimane stanno contribuendo con attività di solidarietà, distribuzione di pacchi spesa e supporto alle mense per i senza fissa dimora, perché è sempre necessario il confronto con chi si muove dal basso a contatto quotidiano con la cittadinanza per trovare le soluzioni migliori.

 
Qui l’analisi completa:  https://bit.ly/2K1OJga
Print Friendly, PDF & Email