Flamenco Napuleño, i suoni di Napoli e gli echi della Spagna

Flamenco Napuleño - Gabriel D'Ario e Dario di Pietro

Flamenco Napuleño è un progetto musicale che nasce come guitar duo, formato da Gabriel D’Ario alla Chitarra Flamenca e Dario di Pietro alla Chitarra Acustica/Classica per molti concerti e spettacoli live si aggiunge spesso Alfredo Pumilia al violino; questo per dar vita al Flamenco Napuleño Trio.

Il progetto unisce la cultura musicale partenopea agli echi antichi della Spagna. La totale rivisitazione di armonie e arrangiamenti conferisce ai brani storici antichi e moderni del repertorio napoletano, una nuova chiave di lettura: la musica della terra del Cante Jondo, il Flamenco. La peculiarità è il riarrangiamento in chiave strumentale, mettendo in primo piano lo strumento che lega a filo doppio le due culture: La Chitarra.

Il 9 marzo 2017 esce il loro primo disco, omonimo, completamente autoprodotto. L’album si compone di 10 brani e vede la collaborazione di alcuni dei migliori musicisti, tra le nuove leve tra cui Alfredo Pumilia (Violino), Pasquale Benincasa (Percussioni), Gaetano Perrone (Flauto traverso), Roberto De Rosa (Basso), Giuseppe Spinelli (Chitarra elettrica) Il 4 aprile il disco esce in versione digitale, approdando su tutte le principali piattaforme on line e digital stores.

Da marzo a dicembre 2017 sono oltre 30 i concerti tenuti dai giovani, importante la partecipazione al Bagnoli Jazz Festival, al Pozzuoli Folk Festival, alle rassegne teatrali Aperitivi D’emergenza nel prestigioso Teatro Galleria Toledo, e al programma televisivo Mattina 9 (Canale 9).

Nel ottobre 2017 il Flamenco Napuleño riceve una targa premio per il contributo artistico dalla parrocchia “San Carlo Borromeo” per l’iniziativa di riqualifica del Centro Direzionale di Napoli. Il 16 febbraio 2018 si terrà un concerto del Flamenco Napuleño Trio con la importante collaborazione della scuola di ballo Vox Mundi, dove l’esibizione vedrà anche le coreografie di danza nello stile Flamenco Arabo, a cura del corpo di ballo Nahed Sabry y su sueno flamenco.

Gabriel D’Ario è nato a Napoli nel settembre 1986, diplomato al Conservatorio “San Pietro a Majella” di Napoli in chitarra classica, e specializzato in chitarra flamenca proprio in Spagna, alla scuola “Carmen de las Cuevas” di Granada, e seguendo alcune MasterClass di importanti chitarristi del settore a Siviglia, presso la “Fundacion Cristina Hereen”. Tra il 2004 e il 2015 a Napoli ha collaborato come turnista/sessionman (sia dal vivo che in studio) con alcuni importanti cantautori partenopei (Giovanni Block, Tommaso Primo) Nel 2015 a Berlino (Germania) registra lo spettacolo “live in der Bar Jeder Vernunft” del cantautore Adriano Mottola. Tra novembre 2016 e marzo 2017 produce arrangia registra il disco “Flamenco Napuleño” Tra giugno e luglio 2017 registra le chitarre e partecipa agli arrangiamenti del disco “Neapolitan Trip” di Savio Arato (Giardino dei semplici) prodotto da Max Puglia. Nel frattempo si occupa di insegnamento, è infatti docente di Chitarra, teoria musicale e musica di insieme presso l’“Associazione Mandolinistica Flegrea” di Pozzuoli e la scuola media “F. Solimena” di Barra (Napoli).

 

 

Anche Dario di Pietro è nato a Napoli nel novembre 1987, ha studiato privatamente chitarra moderna (jazz) a cura di importanti maestri tra i quali Luca Gianquitto (docente al conservatorio di Amstelveen, Olanda) e Giacinto Piracci (docente al conservatorio di Benevento). Attualmente studia con il maestro di chitarra moderna rock Ciro Manna. Tra il 2014 e il 2017 collabora come turnista/sessionman per alcuni importanti cantautori partenopei come Tommaso Primo, Marilena Vitale, Fede & Marlen, Antonio Manco. Nel 2017 partecipa alla produzione di due brani del duo cantautorale Fede & Marlen e alla registrazione delle chitarre nel secondo disco del cantautore Antonio Manco.

Gabriel e Dario si sono conosciuti all’età di otto anni, erano insieme nello stesso banco a scuola, in terza elementare e sembrano non essersi più separati. «Siamo sempre stati amici e ci siamo trovati su tutto – afferma Gabriel – a trent’anni anche con la passione per la musica. Il destino, ma anche i genitori, hanno fatto in modo che rimanessimo legati». A guardarli sembrano suonare lo stesso strumento, la fusione di stili e di generi è perfettamente amalgamata. «Io suono con il plettro – mi spiega Dario – ho una tecnica da chitarrista moderno, non sono un chitarrista classico e sono certo che i chitarristi classici rabbrividiranno nello scoprire che suono la chitarra classica come fosse elettrica. Lo faccio per due motivi; primo per differenziare gli stili e secondo perché ho una tecnica diversa da Gabriel».

La diversità di stili e di personalità è evidente, Dario è più propenso ad improvvisare, Gabriel è più metodico, infatti «per me la musica è studio pratica e dedizione» puntualizza subito Gabriel.

Dario, per te cos’è?
«Per me è la fusione di stili e soprattutto mentalità. Gabriel esegue secondo un’attitudine accademica mentre io, avendo fatto più esperienze in locali e per strada ho una mentalità più propensa ad improvvisare. Proprio nel mezzo di queste due mentalità è nato il nostro progetto».

Gabriel ma com’è nata l’idea del Flamenco napuleño?
«È stato Dario a proporre di imbastire qualcosa che unisse i due generi. Lo abbiamo fatto e ci siamo divertiti».

E a te, Dario, com’è, venuta quest’idea?
«Ho pensato di mettere al centro della nostra ricerca lo strumento che amiamo entrambi, la chitarra! La musica napoletana e quella flamenca hanno molto in comune per un discorso prima di tutto storico. Analizzando accordi e strutture armoniche ci siamo resi conto che funzionava».

Ma qual è l’ingrediente segreto di questa unione?
«Osare ed avere faccia tosta. Nel disco che abbiamo prodotto a marzo ci sono due bravi di Pino Daniele, uno è stato completamente riarrangiato e stravolto secondo i criteri del nostro genere, all’inizio non lo si riconosce».

Tra i numerosi impegni stagionali, Gabriel e Dario, il 16 febbraio terranno un concerto al Teatro Galleria Toledo, nei quartieri Spagnoli, in collaborazione con il corpo di ballo Vox mundi che monterà, sulle note di Flamenco napuleño, coreografie interpretate da 8 ballerine. Gabriel e Dario mi salutano con un emozionante pezzo contenuto nel loro disco ma per l’emozione provata non ci sono più domande e risposte; solo un cuore che ascolta, inorgoglito, un meraviglioso progetto di ricerca e studio di due giovani.

di Maria Perillo

Tratto da Informare n° 176 Dicembre 2017