A Castel Volturno sembra accendersi (finalmente) una luce più forte sulle questioni ambientali.

L’associazione Fire Angels, negli ultimi mesi, ha profuso un grande impegno nella segnalazione, denuncia, intervento in caso di roghi e sversamenti illeciti, e sensibilizzazione al rispetto dell’ambiente sul nostro territorio.
Magazine Informare si è fatto raccontare qualcosa di più da Daniela Zuccaro e Maurizio Fabiani, rispettivamente presidente e vicepresidente dell’associazione, che sono venuti a trovarci nella nostra redazione in compagnia di alcuni volontari.

Come e quando nasce la vostra associazione?

«L’associazione si è costituita il 20 Giugno e l’8 luglio abbiamo fatto la registrazione ufficiale, nasce con un unico obiettivo: salvaguardare il nostro territorio, il futuro dei nostri figli e degli altri. Castel Volturno è un territorio abbandonato a sé stesso, spazzatura, roghi devastanti per la natura e soprattutto per la nostra salute. Chiudersi in casa nel periodo estivo perché impossibilitati a respirare porta all’esasperazione, quindi con la voglia di riscatto ci siamo aggregati.
Ci contraddistingue l’attività sul campo: quando ci accorgiamo di un rogo ci rechiamo sul posto e segnaliamo. Vigilando anche nelle ore notturne e infilandoci nell’entroterra, molte volte è rischioso, per questo non ci rechiamo mai da soli sul posto, è uno dei nostri divieti assoluti. Siamo al momento una trentina di volontari, tutti attivi».

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Una delle ultime segnalazioni trattava un cumulo di rifiuti nella zona di via Occidentale, che poi successivamente è stata bonificata. Avete avuto anche un incontro con i Vigili del fuoco presso il comando di Mondragone…

«Contiamo circa 56 denunce fatte sia all’ufficio ecologia del comune sia al comando dei vigili urbani, dove il Comandante De Simone si è mostrato molto disponibile. Nello specifico, in merito al cumulo di rifiuti trovato in via Occidentale, abbiamo trovato la disponibilità dell’ente di venire a ripulire ma la situazione continua a essere preoccupante, poiché molto vicino a quella zona si trova un cumulo abbastanza esteso di pneumatici.
L’incontro con i Vigili del fuoco è stato molto importante, ci hanno spiegato come e quando intervenire.
Essendo un territorio vasto, in questo periodo si contano anche decine di roghi in un giorno ed è importante anche non appesantire il lavoro dei vigili del fuoco in questo caso. Non vogliamo sostituirci a nessuno, ma chiaramente se la nostra attività può essere di supporto ben venga».

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Quanto spesso si tratta di roghi dolosi?

«Crediamo che al 90% siano dolosi. A Castel Volturno però la situazione è diversa, qui il problema risiede nello sversamento, che è tantissimo. Ci sono rifiuti ovunque, quindi anche se l’incendio fosse di carattere boschivo, inevitabilmente quei rifiuti sversati verranno bruciati e respirati. Il rogo, soprattutto nei terreni privati, parte sempre dal contadino che vuole fare la “piccola pulizia” pensando di non gravare su nessuno e non creare danni».

Quali sono state le vostre difficoltà in questo periodo di operato?

«A volte anche segnalare diventa difficile, spesso non si viene presi in considerazione. Abbiamo avuto più ascolto a livello locale che regionale: segnaliamo spesso attraverso l’app di SMA Campania, ma gli interventi sono quasi vicini allo 0.
Spesso è difficile anche avere un dialogo con le persone che vengono colte a sversare rifiuti durante la nostra vigilanza. C’è bisogno di una riconversione mentale a Castel Volturno».

Bisogna dire che l’asticella della soglia di attenzione sull’ambiente sembra dare qualche segnale di ripresa. Si percepisce, anche se in maniera flebile, questa voglia di riprendersi il proprio territorio…

«Lo notiamo, ma non è abbastanza. Bisogna dare il buon esempio. Io cittadino di Castel Volturno non getto la carta per terra, ma la porto a casa e la smaltisco.
Se il cittadino che vive qui non si prende cura del suo territorio, difficilmente gli altri capiranno che questo posto è vivo e che non deve più essere terra di nessuno.
Spesso sono proprio persone che vengono da fuori a sversare, e ciò avviene soprattutto in zona Destra Volturno, perché lì non è attiva la raccolta differenziata ed è difficile controllare gli sversamenti. Dove c’è la raccolta differenziata è più semplice tenere sotto controllo questo fenomeno».

di Daniela Russo
TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°208
AGOSTO 2020

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