Finché il mare sommerge: la Mostra di Annamaria Natale al MAC di Caserta

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Al Museo di Arte Contemporanea di Caserta si è tenuta una mostra a cura di Massimo Sgroi e Veronica Cimmino in collaborazione con Galleria Studio Legale. Abbiamo intervistato Annamaria Natale durante la mostra.

Prima di tutto ti chiedo qual è stato il percorso che ha portato a questa mostra?

«Prima di tutto vi ringrazio per l’attenzione ai miei lavori. Per studi artistici ho scelto di fare questo lavoro già quando avevo 13 anni. Da qualche anno ho deciso di intraprendere da sola il mio percorso, anche perché questa mostra e il catalogo sono dedicati a Carmine, mio fratello, che ho perso da poco. Tra le due stanze della mostra vi è una distinzione di colori. Nella prima predominano gli scuri, nella seconda i colori, anche se il percorso è più complesso».

Come nasce il nome della mostra e qual è la tecnica che adotti?

«La mostra prende spunto da un verso di una poesia di Alda Merini. Nei miei periodi più difficili mi hanno sostenuto la poesia, la musica e l’arte in generale. Mentre leggevo delle poesie, quel verso mi ha illuminato la stanza. Ho ricevuto tutta la speranza di andare avanti. Tutti i miei lavori sono divisi da questa linea retta orizzontale. È una tecnica mista perché realizzo l’opera con carte sovrapposte e stratificate e inchiostri che realizzo io; non è un acquerello. Volutamente lascio delle parti di carta bianca per far vedere che è un collage. Gli inchiostri e i pigmenti sono poi inseriti in delle resine epossidiche».

Siamo rimasti molto attratti dall’installazione che abbiamo riportato nella pagina del magazine.

«È il mio taccuino della sopravvivenza. Sono tante opere molto più piccole delle altre. Avevo bisogno di prendere aria, come dopo un’immersione, in apnea. Mentre sei di corsa tra mille pensieri e mille attività, mi fermo, prendo le mie carte, le incollo, faccio il mio viaggio e recupero le energie. In sintesi, mentre lavoravo ad alcune opere più grandi, ogni tanto mi distaccavo e mi sono dedicata a queste opere più piccole di dimensioni. Hai presente quando hai sete e ti basta quel sorso d’acqua per poter poi ricominciare?».

Riportiamo anche un breve intervento dell’assessore alla cultura del Comune di Caserta, prof.ssa Lucia Monaco:

«In un momento veramente difficile, sia economico/finanziario, sia per il distanziamento fisico e sociale, siamo veramente felici per essere riusciti a organizzare questa mostra. Condivido con voi lo sforzo che stiamo facendo per promuovere posti di incontro e dialogo come il MAC. Le mostre virtuali organizzate nei mesi scorsi, pur essendo state fatte con grande sacrificio, non possono sostituire serate come questa. Speriamo a breve sia possibile dare seguito ad un’altra serie di eventi e incontri, sempre nel pieno rispetto delle norme di sicurezza. Tutto ciò è stato possibile anche grazie al grande sacrificio, soprattutto economico, degli artisti e in particolar modo voglio ringraziare Massimo Sgroi, direttore artistico del MAC e curatore della mostra, che grazie alla sua competenza, alle sue conoscenze e grazie al tanto tempo che dona al MAC, ben oltre il normale orario di lavoro, tutto ciò è stato reso possibile».

Ha concluso l’evento lo stesso Massimo Sgroi:

«Nella geometria del mondo platonico il regno astratto delle forme era collegato al mondo quotidiano delle esperienze sensoriali proprio da un’entità che Platone chiamava l’anima del mondo. Le forme delle opere di Annamaria Natale sono un concetto che collega le nostre esperienze sensoriali, materiali o immateriali che siano, ai principi sui quali è costruito l’universo e che ci permette quella che definiamo comprensione».

di Angelo Morlando 

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°210
OTTOBRE 2020

 

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