spreco alimentare festività

Festività e spreco alimentare, quali sono i numeri?

Sara Marseglia 31/12/2022
Updated 2022/12/31 at 12:45 PM
4 Minuti per la lettura

Con le festività arrivano i pranzi, le cene e i cenoni. Da Nord a Sud, è un momento per celebrare le tradizioni e stare insieme, in famiglia e con gli amici. Un mese di preparativi e in pochi giorni le feste sono finite. I contenitori della spazzatura si riempiono di carta regalo, imballaggi e avanzi. In Italia, stando agli studi di Waste Watcher, lo spreco alimentare nelle festività – cioè lo smistamento di cibo ancora commestibile – arriva a percentuali molto elevate, uno delle più alte in Europa.

Un problema etico, economico ed ambientale

Sono i dati della World Organization for International Relations a dimostrarlo. Grazie ai dati del Centro Comune di Ricerca della Commissione europea, l’Italia vince il primo posto in per spreco alimentare, con 272 milioni di tonnellate di cibo sprecate (circa 13 miliardi all’anno). A proposito di ciò, il presidente della WOIR Alejandro Jantus Lordi ha affermato: “Si tratta di una questione etica, ma anche un ingente danno economico e un irreparabile danno ambientale”. Il gesto infatti risulta immorale se si considera il numero sempre maggiore di italiani costretti a ricorrere agli aiuti di enti caritatevoli per poter aver accesso al cibo. E non solo. Bisogna considerare anche gli aumenti economici, che stanno rendendo un bene primario come il cibo quasi un bene di lusso. Per non parlare, infine, delle conseguenze ambientali dello spreco alimentare: non è sostenibile buttare via prodotti la cui produzione è a così alta emissione.

Quali sono i numeri?

Ad una più attenta analisi dei panieri di consumo, si calcola che il 5% del cibo acquistato dalle famiglie italiane sarà buttato. I prodotti che più probabilmente faranno questa fine sono principalmente frutta e verdura, che sulle tavole natalizie vengono scartati in favore di piatti tipici più complessi. Seguono nella classifica: pane, latticini e carne. Come già anticipato prima, si tratta di alcune delle filiere più inquinanti dell’industria alimentare. Grazie a uno studio della Confederazione Italiana Agricoltori, si stima che vengono buttati ogni anno in Italia 25 milioni di tonnellate di cibo. Le festività natalizie vedono un picco di 500mila tonnellate, corrispondenti a circa 80 euro per famiglia.

Spreco alimentare nelle festività: come evitarlo?

Proprio a partire da questa situazione, la stessa WOIR ha proclamato il 2023 “Anno del Cibo”. L’idea è di focalizzare l’attenzione dei governi nazionali e della società civile su una tematica particolarmente sensibile per la creazione di un mondo sostenibile. Nel frattempo è utile consultare il decalogo di ENEA, contenente dieci semplici consigli per evitare lo spreco alimentare.

L’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile suggerisce in particolare: attenzione alle quantità di cibo che possono essere consumate, attenzione alle scadenze e alle etichette, preferire il bio. Altrettanto importante è poi l’uso che si fa degli avanzi. Possono diventare un ingrediente per nuove ricette o possono essere incartati e portati via dagli ospiti. Ma possono semplicemente essere smaltiti correttamente nell’umido, creando un compost fatto in casa. Quest’ultimo ha un “valore sia in termini di minori spese di smaltimento (ogni tonnellata di frazione organica in discarica costa alla comunità circa 200 euro, cioè il 50% delle spese totali per la gestione dei rifiuti), sia in termini di mancato guadagno derivante dalla commer- cializzazione del compost (che può variare da 20€/ton per i prodotti all’ingrosso a circa 3€ per Kg per prodotti venduti al minuto)”, come quanto riportato dal decalogo.

Ci si può anche informare sui punti di raccolta avanzi della propria zona, utilizzando applicazioni come Too Good To Go.

Condividi questo Articolo
Lascia un Commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *