Piedigrotta, che fine hai fatto?

Nascita, crescita e morte di una delle feste più importanti di Napoli

“Sta festa ‘o ssa
nasce e more ccà!”

C’è poco da fare, siamo costretti ad essere nostalgici. Altro che popolo dell’allegria, altro che pizza, mandolino e pulcinella, siamo obbligati a vivere nei ricordi che ci incatenano il cuore e ci fanno sentire la mancanza di epoche che non ci sono più. Avevamo tre feste.

Non una, sarebbe stato troppo triste, non due, troppo mediocre, ma ben tre feste. Queste ricorrenze erano solo nostre, le si festeggiavano solo nella nostra città. Tutti erano pronti a mobilitarsi, a partecipare, perché erano momenti importanti per chi voleva emergere e chi voleva solamente divertirsi. Si partiva con la Festa d’o “Munacone”, con il rione Sanità in mobilitazione per omaggiare san Vincenzo Ferrer, si passava per la festa del Carmine, dove piazza Mercato diventava scenografia di fuochi, festeggiamenti e riti religiosi, e, infine, c’era la “piedigrotta”.

E’ facile collocare geograficamente questa festività: parliamo della grotta che collega la zona di Mergellina al quartiere residenziale di fuorigrotta. Collocarla nel tempo è un po’ più complicato.

No, il riferimento non è al festeggiamento, ogni buon napoletano sa che la piedi grotta si festeggia l’8 Settembre (mentre le altre due feste ricorrono a Luglio), il problema è risalire all’origine di questa festa. Gli antichi romani, per esempio, la festeggiavano. Non è un’esagerazione o un vaneggiamento, Svetonio Arbitro nel suo “Satyricon” descrive precisamente i baccanali che avvenivano nella Crypta Neapolitana, la celebre grotta in questione.

Con i romani siamo nel I-II secolo e dopo 1000 anni di festeggiamenti, nel 1207, ai piedi della grotta sorge una cappella dedicata alla Madonna. Prima di Fatima, prima di Lourdes e prima di Medjugorje, la vergine decise di apparire nella nostra città ad alcuni religiosi, facendo anche ritrovare una propria icona. In quel posto, nel 1353, veniva costruito il santuario de pedi grotta, dove il pagano baccanale divenne, come tutte le altre feste, una ricorrenza religiosa che la notte tra il 7 e l’8 settembre richiamava fedeli da tutto il sud Italia.

Nei secoli trascorsi vi sono continue notizie di questa festa che infiammava la città nello spirito e nei giochi.

“Chi ‘a vo’ rifà
nun ‘a po’ imità!”

Come si svolgeva la festa: la sera prima iniziavano le luminarie, fatte di grandi impalcature e di luci che ciascuno metteva a disposizione. Mantenendo la matrice Bacchica, la festa di Piedigrotta rappresentava un secondo carnevale per la città di Napoli, una festa in cui venivano fatti vestiti di carta per i bambini e durante la quale sfilavano carri allegorici, costruiti grazie alle corporazioni arte e mestieri.

Non poteva mancare l’ “abbuffata” fatta di cibi tipici napoletani come fritture e parmigiana di melanzane, che allietavano la festa e venivano consumate a qualsiasi ora. Le grandi protagoniste sono sempre state le canzoni. Tante canzoni classiche sono nate durante questa celebrazione, al punto che nel 1952 si decise di unificare la festa al Festival della canzone napoletana, dando ancora più importanza e visibilità a questa evenienza.

Che fine ha fatto? Sarebbe bello saperlo. Ogni anno vi sono tentativi di ripristinarla con fini decisamente scarsi. Sarà la cultura che è cambiata, sarà l’arte, ma ciò che si sa è che ad un certo punto questa meravigliosa festa tornò ad essere un baccanale. Una festa non più dedicata al Dio dell’ebbrezza ma alla divina ignoranza che, a causa del suo amico Dio Danaro, ha trasformato questa celebrazione nella fiera del neomelodico e della volgarità. Per questi motivi il seguito diminuì, fino a far diventare la Piedigrotta sconosciuta alle nuove generazioni.

“È stesso ‘o popolo che ‘a da,
e chistu popolo sta ccà,
e a nisciun’atu pizzo ‘e munno a’ può truvà!”

(“Piedigrotta” di Raffaele Viviani)

di Savio De Marco

Saldem4@gmail.com

(Immagine in evidenza: Garibaldi durante la festa di Piedigrotta)

About Salvatore De Marco

Salvatore De Marco nato il 18/10/1992 a Napoli. Tutti lo conoscono come Savio De Marco.
Diplomato al Liceo Classico Vittorio Emanuele II di Napoli.
Laureando presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II in Scienze Politiche.
Ama l’arte, la filosofia e la scrittura e il teatro, appassionato di cinema e fumetti.
Coordinatore e Regista di una compagnia amatoriale teatrale “Pazzianne & Redenne” formata totalmente da giovani.
Milita in un’associazione culturale “ViviQuartiere Napoli” attiva nella riqualificazione del nostro territorio.