Ferrara, buoni spesa: “prima agli italiani”, rischio di indirizzo politico

Alan Fabbri, sindaco della Lega, decide di distribuire i buoni "prima agli italiani".

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Lo scorso 29 marzo, con una ordinanza della Protezione Civile, il Governo Conte ha ripartito risorse economiche pari a 400 milioni di euro per il sostegno alimentare di persone in difficoltà. Una misura molto attesa, visto il considerevole numero di lavoratori costretti a fermarsi a causa dell’emergenza sanitaria.

Spetta ai comuni distribuire i buoni spesa

Secondo l’articolo 2, comma 6, dell’ordinanza, spetta ai servizi sociali dei comuni individuare le famiglie bisognose d’aiuto. Ovviamente vanno rispettate alcune linee guida poste dal Governo. Ad esempio i buoni non spettano a chi già percepisce il reddito di cittadinanza, o chi è titolare di pensioni. Sono esclusi altresì coloro i quali percepiscono altri sussidi dallo Stato, come la disoccupazione o la cassa integrazione. Per individuare i nuclei familiari in maniera più specifica i vari comuni si stanno attrezzando per redigere i criteri di attribuzione nel dettaglio.

A Ferrara vengono prima gli italiani

Il sindaco di Ferrara, Alan Fabbri, eletto lo scorso giugno tra le fila della Lega, nei criteri di determinazione ha disposto al primo punto, in ordine gerarchico, il possesso della cittadinanza italiana. Se quindi sul territorio estense vi sono famiglie straniere più bisognose rispetto ad altre italiane, quest’ultime avranno la priorità. Un chiaro indirizzo politico quindi, perfettamente in linea con gli slogan salviniani. Forse il Governo avrebbe dovuto porre in essere dei criteri più precisi, proprio per evitare che alcuni comuni potessero, in maniera arbitraria, distribuire in maniera politica i buoni spesa facendo propaganda sulla pelle della povera gente.

di Raffaele Ausiello

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