Ferlaino al Jambo 1 per celebrare Diego Armando Maradona

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In occasione del compleanno del D10S si è tenuto al Centro Commerciale Jambo 1 di Trentola Ducenta un incontro con l’ex Presidente della SSC Napoli Corrado Ferlaino, che portò il Pibe de Oro in terra partenopea nel 1984. Il Jambo ospita già dal 5 luglio la mostra fotografica di Sergio Siano curata da Yvonne De Rosa – entrambi presenti all’evento, insieme all’amministratore del centro commerciale Salvatore Scarpa – dal titolo “Diego Armando Maradona – Il riscatto sociale attraverso lo sport”. L’intervista al Presidente è stata condotta dal giornalista Carlo Alvino e ha visto anche l’intervento dell’ex capitano del Napoli Giuseppe Bruscolotti.

“Compro Maradona”

La trattativa per Maradona si avviò a partire da un episodio tra Ferlaino e l’allora Presidente della FIGC Federico Sordillo. «Sordillo venne da me per fare una battuta chiedendomi chi volessi comprare per il Napoli.  In quel momento, non c’era nessuna trattativa in corso per Diego, ma io gli risposi “Compro Maradona”. È stata la voce di Dio, un segno del destino. I giornalisti iniziarono a dire che il Napoli voleva prendere Maradona e così io alla fine comprai il giocatore più forte del mondo».

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L’ex Presidente azzurro ha raccontato, nel corso dell’incontro, una serie di retroscena legati all’arrivo del D10S. «Mi ricordo che quando ero a Barcellona dopo aver firmato il contratto andai in un bar e il barista, non sapendo chi fossi, mi disse che il Barça aveva fatto un affare vendendo Maradona al Napoli, perché era un giocatore finito che già dall’anno successivo non avrebbe più giocato. Quella era la voce di tutta Barcellona ed è stata questa la nostra fortuna».

Il 5 luglio 1984: Maradona entra al San Paolo

«Dino Celentano e Antonio Juliano curavano le trattative in Spagna, mentre io lavoravo a Napoli per procurarmi i soldi: ho pagato Maradona 12 miliardi e mezzo in 3 anni». Uno scatto di Sergio Siano raffigura il Presidente con il Pibe de Oro quel giorno di luglio allo Stadio San Paolo. Il 5 luglio 1984, per volontà di Corrado Ferlaino, migliaia e migliaia di tifosi sono accorsi a vedere Maradona in quello Stadio, che oggi, trentasette anni dopo, porta il suo nome.

Incedibile

Come ci ha raccontato Ferlaino, Maradona per lui era intoccabile: non avrebbe mai pensato di cederlo. «Quando mi si presentarono con un assegno firmato e mi chiesero di inserire la cifra che volevo, io rifiutai, strappando l’assegno. Non c’era prezzo per Maradona, non l’avrei mai ceduto. Se non avessi strappato quell’assegno, probabilmente sarei stato ancora Presidente del Napoli, ma il Napoli non avrebbe vinto il secondo scudetto. Alla fine lo dovetti vendere, quando ormai non giocava più e non potevo oppormi a quello che era stato stabilito dalla UEFA, anche se ci provai lo stesso».

Il ringraziamento del Presidente a Diego

Con le lacrime agli occhi, Ferlaino ha voluto chiudere l’intervista con un ringraziamento al D10S il giorno del suo compleanno, il primo senza di lui. «Io devo ringraziare Maradona per tutto quello che ha fatto per il Napoli e per i napoletani. Quando ho firmato il contratto di Diego, non avrei mai immaginato che un giorno lo Stadio San Paolo avrebbe portato il suo nome».

Quale modo migliore per ricordare Diego e ciò che ha fatto per Napoli se non attraverso le parole di chi lo ha portato qui. Corrado Ferlaino 37 anni fa puntò su un giocatore particolarmente discusso in Spagna, ma che sapeva fosse il più forte di tutti i tempi. Due scudetti al Napoli, una Coppa UEFA e infinte emozioni: Maradona non l’ha mai deluso.

Oggi festeggiamo i 61 anni di un idolo per tutti i ragazzini che giocano e sognano con il pallone tra i piedi. Oggi festeggiamo un uomo, che, con tutte le sue contraddizioni, ha sempre lottato al fianco dei più deboli, dei più poveri, di chi ne aveva più bisogno. Oggi festeggiamo il primo compleanno senza Diego, ma lo sentiamo ancora qui: nell’eco dei racconti tramandati, nei murales che adornano ogni angolo di Napoli e nelle emozioni di chi vive questo sport. Oggi come allora.

di Silvia De Martino

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