Felicità, meta senza fine: Capodrise contemporanea

27

Al Palazzo delle Arti di Capodrise, il 18 ottobre, alle 17:30, verrà inaugurata una rassegna maturata nella consapevolezza di voler sondare a fondo, in ogni tappa della programmazione, le possibilità, e non le modalità, per una vita migliore e per la felicità.

L’indagine che si è posta il Palazzo delle Arti di Capodrise è basata sul non curarsi della meta, ma del fine; non elargire risposte, ma stimolare domande. Magari, su come essere felici.

Il tema principale della rassegna è la felicità, una meta senza fine che ci porta sempre da esclamare: maledetta felicità!

Maledetta perché inseguiamo sempre qualcosa che, bene o male, possa assomigliare alla felicità, o almeno porti con sé qualcosa che assomigli alla felicità. Noi, uomini contemporanei ad una società sempre più apparente che consistente, la ricerchiamo e siamo soggetti a défaillances appena vediamo qualcosa che si avvicina ad essa.

Malgrado le migliori aspettative, il desiderio di raggiungerla resta un sogno, lastricato di vertiginose impennate e di rovinose cadute. Il suo inseguimento, si scontra con la piega imperfetta della realtà. Nell’epoca delle metamorfosi del mondo, che porta l’uomo “in automatico” verso qualcosa che somiglia alla felicità, questa ricerca, che ha messo in moto la storia, resta ferma sotto un tiepido sole dell’avvenire. Resta il desiderio inafferrabile di un sogno che non scalda, di una meta senza fine.

Alla sua terza edizione, #CapodriseContemporanea si interroga su cosa renda l’uomo (in)felice e se il progresso e l’innovazione abbiano davvero portato a costruire una storia e un presente migliori, per sé e per gli altri. Lo farà in una dimensione sociale e intima in cui “felice” sembra essere un aggettivo quasi incongruo, dominato dal disordine e dalla confusione; un attributo di una «condizione fragile», come direbbe Rousseau. Qualcosa di non riconducibile all’umano, ma sperimentabile nella propria umanità,  che arricchisce il nostro essere persona, di cui, però, siamo sempre alla ricerca. Qualcosa di ambiguo e di enigmatico e che sappiamo essere tensione primigenia di ogni individuo.

di Flavia Trombetta

 

Print Friendly, PDF & Email