Federico Salvatore: Azz!

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Lo scorso 3 ottobre il cantautore napoletano Federico Salvatore ha rilasciato, in occasione del venticinquennale, una versione inedita ed attuale del singolo di successo “Azz”.
Alle spalle, Federico ha una lunga carriera non soltanto musicale ma anche e soprattutto attoriale.
Applaudito ed apprezzato, Federico Salvatore ha stupito i suoi sostenitori anche in teatro: recente è l’esperienza con il comico di “Made in Sud” Paolo Caiazzo in “Quelle pizze diventano 2”.
Nel 2011, per rappresentare maggiormente la sua carriera, l’artista pubblica il DVD “Se io fossi San Gennaro – Live”. Un artista poliedrico, insomma, che, anno dopo anno, ha conquistato sempre più il consenso del pubblico.
Federico, nell’intervista che ci ha rilasciato, ha raccontato il percorso creativo della nuova versione del singolo “Azz”, il rapporto dei giovani d’oggi con la satira, la sua esperienza attoriale e come ha trascorso il periodo lontano dai palchi a causa della pandemia da Covid-19.

Quest’anno il singolo di successo “Azz” compie 25 anni.
Il testo è stato adattato all’attuale quotidianità. Ci racconta, anzitutto, le prime emozioni nel riprendere un testo che l’ha resa nota al grande pubblico e poi qual è stata l’esigenza di renderlo attuale?
«Tutto è nato per l’assillo affettuoso di Gennaro Scarpato! Un giovanissimo attore, regista, autore e soprattutto fan onnisciente della mia discografia, che mi ha spronato e convinto ad aggiornare le vite dei due personaggi della storica AZZ: Federico e Salvatore».

Sui social sta spopolando: ha descritto appieno ogni sfaccettatura della realtà. Ci vuole spiegare come è nato questo testo e qual è il lavoro di produzione alla base?
«Il testo è nato in un momento di insana goliardia, dopo due bottiglie di vino rosso e il bis di una pasta e fagioli, abbiamo scritto: “AZZ… 25 ANNI DOPO”.
Ho avuto bisogno della sua scrittura, soprattutto per un tipo di terminologia che non mi appartiene».

Quale bilancio si sente di tracciare della sua carriera da cantautore, cantastorie, musicista? E, in particolare, la sua musica, i suoi testi, sono cambiati dagli esordi ad oggi?
«Sono felice in questi anni di aver dimostrato al pubblico le varie sfaccettature che un artista può avere.
Passare dalla comicità al dramma, spaziare dalla satira sociale a brani di denuncia senza mai piegarmi alle regole di mercato, scelte commerciali e, credo, senza mai tradire la mia onestà intellettuale».

I suoi testi sono a sfondo satirico. Perché ha scelto di trattare questo genere? Qual è il suo pensiero in merito ai giovani autori odierni che si sono cimentati nella satira?
«Quando ebbi l’onore di fumare una sigaretta in camerino con Giorgio Gaber fui illuminato da una frase che mi disse: “C’è chi vuole passare alla cassa e chi alla storia”.
E fu così che scrissi “Se io fossi San Gennaro”. Ai giovani voglio dire che per fare satira… non bisogna pensare di passare alla cassa».

Il suo impegno è forte anche nel teatro. Uno degli ultimi spettacoli è stato portato in scena con Paolo Caiazzo. Ci racconta questa sua esperienza teatrale?
«Con Paolo ci conosciamo da diversi anni e poiché lui cantava le mie canzoni nei suoi spettacoli, un giorno gli ho detto “Ma perché non le canto io direttamente?” (ride) e così è nata l’idea dello spettacolo “Azz e Caiazz…due caffè senza tazz”».

Cosa ha rappresentato per lei questo periodo di quarantena? Quanto e in cosa ha influito dal punto di vista produttivo?
«È stato un lockdown all’insegna della famiglia, infatti ho ricoperto in maniera maggiore il ruolo di figura paterna, qualcosa che prima potevo fare con una presenza minore per il mio lavoro.
Stare a casa mi ha dato anche la possibilità di lavorare a un disco che avevo in mente da tempo, soprattutto perché volevo proporre un omaggio agli Squallor.
Nel nuovo album “ ’Sta luna pare na scorza ’e limone” infatti, oltre ai 17 inediti, ci sono 6 brani rivisitati degli Squallor».

Quando sarà passata l’attuale situazione di stop al settore artistico, quale sarà il suo prossimo progetto?
«Non lo so ma continuerò a fare progetti per il passato».

di Giovanni Iodice 

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°211
NOVEMBRE 2020

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