Da settimane bruciano i fanghi dell’impianto di depurazione a Villa Literno “Foce dei Regi Lagni”. Siamo stati più volte sul posto per renderci conto della pericolosità e della portata di questo incendio, i cui fumi si propagano fino alle coste domiziane, rendendo l’aria irrespirabile, in particolar modo di notte, quando cala sulle città un odore acre che costringe i cittadini e chiudere finestre e balconi.

I fanghi di depurazione rappresentano il residuo finale che si estrae dai bacini di sedimentazione degli impianti che trattano acque reflue provenienti da insediamenti domestici, industriali o misti.

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Nonostante le nostre numerose segnalazioni, i video-denuncia e la rabbia dei cittadini, dalle istituzioni non sono ancora pervenute risposte. Il silenzio uccide così come l’indifferenza; la gente soffre mentre Regione Campania e Comuni non avvertono nemmeno il senso di responsabilità e la dignità di intervenire e dare risposte concrete. La SMA Campania, società in house della Regione Campania che gestisce il depuratore, afferma che i fanghi di depurazione, presenti nelle apposite vasche da circa 30 anni, sono ormai mineralizzati oltre che biologici e quindi la loro combustione non è nociva: «è come se bruciasse il pellet».

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Foto di Gabriele Arenare

Tuttavia, in base ai nostri approfondimenti e ricerche, le cose sembrano essere diverse. Interpellando l’ing. Angelo Morlando, responsabile scientifico del magazine Informare e dell’Associazione Officina Volturno, abbiamo appreso che «i fanghi di depurazione biologici e mineralizzati non possono bruciare dopo 30 anni. È evidente che il terreno abbandonato all’esterno del depuratore di Foce Regi Lagni brucia a seguito di uno sversamento incontrollato che dura da decenni. Quell’area è di proprietà della Regione Campania ed è stata di competenza dei gestori degli ultimi anni. La “favoletta” dei fanghi che bruciano e che non sono nocivi la possono raccontare agli incompetenti e agli incapaci. È bruciato tutt’altro e in merito i gestori non potevano non sapere. I digerenti regionali non potevano non sapere. I responsabili e coloro che hanno effettuato i controlli dell’ARPAC non potevano non sapere.  I responsabili e quelli che hanno fatto i controlli/sopralluoghi del Nucelo Operativo Ecologico dei Carabinieri non potevano non sapere. A seguito della nostra denuncia anche la Procura della Repubblica non può non sapere. Ci siamo rivolti direttamente al dott. Nunzio Fragliasso (Procuratore aggiunto con competenza Ambiente, Edilizia e Urbanistica ndr), che ha svolto n questi mesi anche la funzione ad interim con grande senso di responsabilità e spirito di sacrificio ma ci affidiamo anche al dott. Giovanni Melillo, neo eletto alla Procura Generale della Repubblica di Napoli. Gli incompetenti e gli incapaci sono pregati di non intervenire in merito onde evitare ulteriore disinformazione».

di Fabio Corsaro

I fanghi di depurazione che bruciano da settimane - Foto di Gabriele Arenare
I fanghi di depurazione che bruciano da settimane – Foto di Gabriele Arenare