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Falsi storici e luoghi comuni: romanzi e saggi che raccontano cos’è stato veramente il fascismo

Updated 2022/09/13 at 8:23 PM
4 Minuti per la lettura

Il fascismo è un capitolo della storia italiana che, tra falsi storici e luoghi comuni, ancora oggi non smette di ripercuotersi sul presente e di ripresentarsi nel dibattito politico. Inevitabile quindi che scrittori, storici e giornalisti continuino a occuparsene sia attraverso saggi, sia attraverso romanzi che affrontano il tema. Il 28 ottobre di quest’anno, inoltre, sarà passato un secolo esatto dalla marcia su Roma, che fu decisiva nel posare le fondamenta della dittatura fascista che si sarebbe instaurata da lì a poco.

Vediamo quindi alcune recenti pubblicazioni che, con approcci diversi e tramite spunti differenti tra loro, si soffermano sul tema, indagandolo con uno sguardo contemporaneo e critico; un percorso di lettura questo, che non solo ricorda l’estensione degli orrori della dittatura fascista (oggi a volte dimenticata), ma che celebra anche le libertà di stampa e di lettura, restituiteci dalla democrazia.

Il fascismo tra falsi storici e luoghi comuni: le letture consigliate

La prima proposta è il romanzo-best seller “M. Il figlio del secolo” di Antonio Scurati ( vincitore del premio strega 2018) edito da Bompiani. Questo lavoro racconta il fascismo tramite la figura di Benito Mussolini pur avendo una trama romanzata. La vera attenzione però è concentrata sulle vittime del fascismo, migliaia di persone che hanno perso la vita abbandonate a se stesse, in condizioni di profonda precarietà economica e sociale.

I dibattiti sul fascismo sono ancora oggi ricchi di falsi storici e di luoghi comuni. Tra questi c’è quello che sostiene che Mussolini abbia migliorato la condizione femminile. Questo luogo comune rimane però contraddetto sia dalla biografia che dalle riforme apportate da Mussolini. Di questo si parla nel libro “Mussolini ha fatto tanto per le donne!” di Mirella Serri, docente di letteratura e giornalismo all’Università Sapienza di Roma, edito da Longanesi. Nel libro si evidenzia come nel periodo fascista si siano solidificate le idee maschiliste che ancora invadono la società contemporanea.

C’è poi il falso mito che vede la figura di Mussolini come quella di un capo del governo profondamente deviato dall’alleanza con Hitler. Nel saggio “Mussolini il capobanda. Perché dobbiamo vergognarci del fascismo” edito da Mondadori, Aldo Cazzullo si dedica ad una ricostruzione delle violenze, delle ingiustizie che il fascismo ha seminato nel nostro paese e che, dunque, confuta pienamente l’idea comune che Mussolini sia stato traviato nelle sue idee solo dopo da Hitler.  

Arriviamo, infine, ad un altro racconto in forma di romanzo, con “Il continente bianco” di Andrea Tarabbia (vincitore del Premio Campiello 2019) edito da Bollati Boringhieri. Il libro racconta la storia di una donna di estrazione borghese, Silvia, che si innamora di Marcello, un giovane carismatico parte di un gruppo di neofascisti. A raccontare la vicenda troviamo però un narratore esterno, che come Silvia non riesce a resistere al magnetismo di Marcello, anche lui pericolosamente affascinato da un mondo che si impone sugli altri tramite violenza e potere.

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