Maria Rosaria de Divitiis, dal 2009 è presidente regionale del Fai (Fondo Ambiente Italiano) in Campania, un’associazione che in ogni provincia è rappresentata da una Delegazione, affiancata da tre gruppi locali e dai gruppi Giovani, sempre più attivi sul territorio.

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«I giovani sono una grande forza per il FAI, perché sanno vivere con entusiasmo l’amore per il loro territorio e sono capaci di affrontare energicamente tutte le sfide che quest’attività sottopone loro. Arricchiscono gli eventi con spunti sempre nuovi, realizzando momenti anche ludici, meno tradizionali ma comunque in linea con la missione del Fai».
I gruppi Fai Giovani sono composti da giovanissimi volontari fra i 18 e i 35 anni. Nello stesso periodo, la carriera di Maria Rosaria aveva già imboccato la strada del successo. Dopo essere stata assegnata come funzionaria all’Archivio di Stato di Firenze, messo in ginocchio dalla tremenda alluvione del 1966, “Misa”, per gli amici, sceglie di chiedere il trasferimento in Molise, per occuparsi della formazione dell’Archivio di Stato di Isernia: «Ci andai perché sarei stata più vicina a casa, non avevo ancora compiuto trent’anni e avevo un bambino di 3 anni. Restai lì per oltre dieci anni.  Anni fondamentali, di esperienze e di grandi responsabilità. Al mio arrivo la situazione era drammatica: c’erano soltanto un dipendente, una macchina da scrivere e un ufficio provvisorio.  Alla fine del mio incarico, c’era un patrimonio documentario ricco della lunga storia di quella provincia, spazi adeguati e decorosi».

E poi, come è approdata a Napoli?

«Sembrerebbe che i disastri abbiano favorito la mia carriera, – ci racconta scherzosamente – sono ritornata a Napoli dopo il terremoto dell’80, quando c’era più bisogno di tutelare il patrimonio martoriato di tutta la nostra regione.
Sono passata, quindi, dalla gestione degli Archivi per il Ministero dell’Interno al Ministero dei Beni Culturali.
Quando ho lasciato il ruolo di Dirigente all’Archivio di Stato di Napoli, ormai in pensione, mi è stata affidata la Presidenza regionale del FAI in Campania e, da allora, ho abbracciato con vivo entusiasmo questa importante missione».

Ed è, effettivamente, una missione vera e propria la sua, soprattutto in Campania, terra spesso martoriata dall’incuria delle istituzioni e dei suoi cittadini, con un potenziale immenso spesso non valorizzato: «Il Fai in Campania, per un difetto endemico di chiusura, non riesce, nonostante tutti i miei sforzi, ad acquisire i beni che i privati non riescono a gestire, sebbene sia questa una terra con un potenziale enorme».

Speriamo, allora, che l’impegno e la lotta per la tutela della nostra amata regione continui a restare l’obiettivo principale da perseguire, soprattutto per i gruppi Fai giovani. Le scorse Giornate Fai d’Autunno, curate proprio dai loro, sono state un successo straordinario.
Caserta ha riscoperto Valogno, piccolo borgo costellato da splendidi murales, creati con l’intento di “Colorare il grigio”. Napoli ha riportato alla luce la meravigliosa Reggia di Portici, Avellino ha illuminato la sua Irpinia. E, chissà, magari proprio fra i giovanissimi volontari, si nasconde un piccolo o una piccola Misa che aspetta soltanto di emergere».

di Teresa Coscia

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°199
NOVEMBRE 2019

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