Fabrizio De Andrè incontra il pubblico del Maschio Angioino

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“La provocazione come legittima difesa”

Uno spettacolo che sarebbe piaciuto a Fabrizio De André, perché esce fuori dagli schemi e crea scompiglio, confusione, quella sana però, quella costruttiva. “Sia nel Giusto Sia nel Torto” ha colto di sorpresa il pubblico  presente (sold out) nel cortile del Maschio Angioino. Abituati, noi napoletani, alle tematiche solite, in quanto i cartelloni dei teatri si creano a misura di richiesta del pubblico, ecco finalmente “chi ha, e sa, cosa dire” e coraggiosamente lo propone agli spettatori.

Il copione, nato da un’idea di Anna Maria Bozza Bozza, è stato scritto a quattro mani con Franco Nappi.  Due professionisti: lui, attore, regista, autore;  lei cantante, musicista ed ora anche autrice, hanno raccontato  alcune tematiche,  liberamente ispirate ai pensieri  di Fabrizio De André. Sul palco solo quattro sedie ad attendere i talentuosi attori: Roberta Astuti (Andrea), Roberta Frascati (Vanni), Marco Serra (Matteo) e Antonio Torino ( Paolo). Ad aprire,  un intenso Franco Nappi, che ha interpretato una poesia di Pasolini “ Io sono una forza del passato”. Parte così la pièce teatrale tra prosa e musica.

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Tanti argomenti importanti:  la Verità, l’ Incomunicabilità, l’Autenticità, La Gelosia, la Morte, il Dolore, la Libertà, e su questo ultimo concetto parte “Il suonatore Jones” di De André, con l’interpretazione colta e raffinata di Anna Maria Bozza. Applauso a scena aperta. Non solo la voce riconoscibile, limpida, profonda, narrante, suadente della Bozza,  ma da dietro le quinte anche la sua musica, con il cajon , il carillon, ed uno strumento creato ad hoc  da Roberto Bastos, maestro di percussioni della Bozza, non mancano le chitarre di Silvestro Russo a sottolineare alcuni passaggi della prosa.

Il carillon stimola la meditazione, gli attori si fermano per consentire al pubblico l’attenzione su se stessi, per poter percepire sensazioni, emozioni e pensieri.  Il pubblico è attento e apprezza le interpretazioni, gli interventi musicali, accompagnati da un impeccabile Service della Produzione Gabbianellaclub. Ognuno vive lo spettacolo grazie alla propria ricchezza interiore,  e grazie alla propria conoscenza  dell’opera di De André che aiuta a riflettere su temi importanti e a porsi delle domande considerando gli  argomenti da un altro punto di vista.

L’intento degli autori è anche una provocazione per coloro che rimangono spiazzati da come vengono trattati gli argomenti. Una volta terminate le storie, il pubblico rimane immobile, aspetta un canonico finale che non c’è!  Raccolgo alcune opinioni dei presenti e mi colpisce una su tutte: “Complimenti agli autori, sono veramente pazzi” e capisco  che ha colto la mancanza di convenzionalità e al suo posto, però,  Vita e Arte.

di Redazione Informare

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