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«Tutti, nel corso della vita, viviamo esperienze simili, ma alcune persone hanno la capacità di raccontarle con le giuste parole: è per questo che c’è un fortissimo potere terapeutico nel raccontare e nell’ascoltare una storia, perché fa sentire ognuno meno solo».

Libri come cura, quindi, da prescrivere «come un’aspirina»: questo il punto di vista di Fabio Stassi che, lo scorso 06 marzo, ha incontrato i membri del neonato gruppo di lettura 404 Page not found, per discutere del suo ultimo romanzo, Ogni coincidenza ha un’anima.

L’Evento

L’incontro si colloca in un’iniziativa promossa dalla Libreria Spartaco di Santa Maria Capua Vetere, con l’intento di proporre ai suoi voraci lettori pubblicazioni di case editrici indipendenti, per dare spazio a opere poco privilegiate dalle classifiche nazionali ma meritevoli di essere conosciute.

Al termine della lettura condivisa, il gruppo avrà la possibilità di scambiare opinioni e punti di vista, anche con l’intervento dell’autore, fisicamente per chi potrà raggiungere la sede in Via Martucci, oppure seguendo la diretta Facebook dell’evento: è sempre bello conoscere chi sa suscitare emozioni.

Sulla scia delle domande dei lettori, Fabio Stassi si racconta: parla della genesi dell’opera, dei temi fondamentali da lui trattati, della sua bizzarra stesura, accompagnata in sottofondo dallo sferragliare del treno sulle rotaie, fra un viaggio e l’altro.

La Trama

Il protagonista del romanzo è Vince Corso, biblioterapeuta che, conscio delle doti curative per corpo e anima dei libri, sceglie di farne la sua professione. «Il mio intento – racconta Fabio – era quello di scrivere un libro “in memoria della memoria”», sulla scia di una traumatica esperienza nella quale, purtroppo, ancora oggi possono rispecchiarsi non singole persone, ma intere famiglie: l’Alzheimer.

In questo contesto si inserisce la richiesta di aiuto che il protagonista del libro riceve da una donna: nonostante la memoria del fratello si deteriori giorno dopo giorno, l’uomo continua a cantilenare alcune frasi tratte da un libro che la donna non riconosce, ma che spera di poter rileggere al fratello, nel disperato tentativo di rallentare il più possibile il decorso della malattia.

Il libro come cura autonoma

Questa percezione della letteratura come toccasana è certamente condivisa da molti lettori: chi mai in un libro letto non ha scovato la cura per qualche ferita interiore?

Questo tema non è nuovo per l’autore: in merito all’edizione italiana di “Curarsi con i libri, rimedi letterari per ogni malanno”, della quale è stato curatore, afferma: «Era difficile che, in un’Italia ultima nelle classifiche dei Paesi che leggono, attecchisse l’idea della letteratura come cura, tuttavia il libro è stato un caso editoriale, con 50.000 copie vendute».

Questo dato numerico ci permette di capire che, in fondo, Vince Corso e i suoi “pazienti” non sono gli unici a guardare la letteratura con occhi diversi. Tuttavia, attraverso la penna di Fabio Stassi, sono stati fra i pochi in grado di raccontare questa visione. Fortunatamente, aggiungerei. Cominciavo a sentirmi sola.

di Teresa Coscia

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