A due mesi dal sequestro dell’ExCanapificio la redazione di Informare, in occasione della rassegna stampa del centro sociale ExCanapificio, ha sentito Virginia Crovella per seguire gli sviluppi della situazione.

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Sui social è stato avviato un countdown dalla pagina ufficiale del centro sociale, cosa sta per accadere?

«La Regione ed il Comune di Caserta hanno individuato un capannone nell’area dell’ExCanapificio che si trova in una situazione strutturale migliore della nostra storica sede. Entro Venerdì 24 Maggio le due istituzioni disporranno gli atti necessari per usufruire di questo spazio come luogo provvisorio, mentre quelli sequestrati verranno messi in sicurezza.

Venerdì pomeriggio abbiamo indetto un corteo che avrà percorso inverso rispetto all’ultimo del 16 Marzo: partirà alle ore 16:00 dalla Prefettura in Piazza Vanvitelli e terminerà all’ExCanapificio, per entrare nel nuovo capannone con una prima iniziativa simbolica di pulitura.

Purtroppo c’è una nota negativa riguardante lo SPRAR: il Ministero dell’Interno ha deciso di bloccare il finanziamento a questo progetto di accoglienza, tra i più virtuosi d’Europa.

Il Ministero, senza alcuna giustificazione, infatti, non ha erogato il trasferimento del saldo 2018/2019, mentre altri Comuni l’hanno ricevuto: noi, d’altronde, non abbiamo commesso alcun illecito amministrativo. Denunciamo stamattina questo fatto gravissimo perché ci fa preoccupare la deriva autoritaria che questo governo sta prendendo.

Ci sembra di vedere un’analogia con la storia di Mimmo Lucano; infatti il Comune di Riace ha vinto il ricorso al TAR, che ha smascherato questa illegittimità nella prassi ministeriale. Nonostante la buona notizia, il progetto di Riace è morto: bloccarlo per così tanto tempo è stato un duro colpo. A Caserta, invece, stiamo resistendo e cercando in tutti i modi di mantenere il progetto vivo».

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Negli ultimi due mesi, infatti, cosa avete fatto?

«Le attività dopo il 12 Marzo sono proseguite senza sosta. Siamo riusciti a garantire continuità a tutti i servizi del progetto di accoglienza SPRAR, come lo sportello legale, la scuola di italiano, lo sportello sanitario e l’orientamento al lavoro. Sul fronte degli alloggi invece non è cambiato nulla dal sequestro: i migranti vivono in micro-appartamenti dislocati in tutta la città, una scelta chiara fatta già nel 2007 per favorire l’inclusione.

La normativa prevede che si svolgano le attività previste entro il 31 Dicembre 2019, e noi lo stiamo facendo, perché di certo non lasciamo per strada 200 persone e 40 famiglie di operatori sociali: ma lo stiamo facendo senza finanziamenti. Tale crisi coinvolge tutta la rete, di cui la Caritas, le parrocchie e le associazioni fanno parte».

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Qual’è stata la risposta dei cittadini agli eventi del 12 Marzo?

«Solo grazie ad un meccanisimo di sostegno dalla città siamo riusciti ad andare avanti. Molte delle nostre attività sono state svolte all’aperto sotto al gazebo, mentre altre siamo riusciti a farle ospitati da associazioni e chiese cittadine. Questa crisi non ha avuto l’effetto di abbatterci, che qualcuno sperava, ma anzi ha messo in mostra la parte attiva della città.

Il Piedibus, ad esempio, è arrivato ad altre due scuole: contiamo ora cinque plessi. Gli spazi verdi in gestione sono aumentati, avviando la riqualificazione di Piazza Po e della villetta di Parco degli Aranci. Mentre tra i servizi principali abbiamo continuato ad assistere chi deve fare la richiesta per il reddito di cittadinanza».

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Questa situazione ha modificato l’immagine del centro sociale ExCanapificio?

«Questa storia ha sicuramente rafforzato la nostra immagine. Facciamo dunque appello al mondo delle associazioni casertane, degli scout, delle chiese e delle scuole di esserci ancora a questo corteo di venerdì pomeriggio, augurandoci che quest’occasione sia ancora una volta manifestazione di solidarietà.

L’ExCanapificio è patrimonio della città di Caserta, di tutte le associazioni che lì si riconoscono e dei cittadini che vi hanno trovato conforto, accoglienza e assistenza».

Di Francesco Cimmino

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