informareonline-evoluzione
Pubblicità

Basta accendere la televisione e ascoltare un notiziario per rendersi conto della dicotomia esistente tra le notizie che si susseguono.
Si passa in un attimo da news piene di scienza, conoscenza, sviluppo, futuro (prossima conquista di Marte e sua terraformazione, Ingegneria genetica, Immunoterapia, Intelligenza Artificiale …), allo “sciamano” che occupa il Campidoglio Americano o affermazioni senza senso di persone che vivono in completo analfabetismo funzionale. Si sta sempre più formando/consolidando un divario tra chi vive nella conoscenza e proiettato nel futuro e chi, non conoscendo e/o comprendendo, subisce il cambiamento, cercando spesso anche di ostacolarlo. Qualcuno tra i lettori, già sta pensando che è sempre stato così, questa forbice tra chi conosce e chi no c’è sempre stata. In parte è vero, ma oggi è tutto talmente veloce, incluso la quantità di nuove informazioni da apprendere ed aggiungere alle precedenti nell’unità di tempo, che questo gap tra chi conosce e chi no si amplia sempre più.
L’evoluzione biologica (basata sulla mutazione-selezione) nella specie umana, viene affiancata in parallelo dall’evoluzione culturale la quale, di sovente, indirizza e condiziona la stessa evoluzione biologica ( basti pensare all’ingegneria genetica e non solo) ed è responsabile di profondissimi cambiamenti nell’umanità.

informareonline-evoluzione1

Pubblicità

Possiamo definire l’evoluzione culturale come un processo di cambiamento, segnato da progressive acquisizioni in particolare nel campo tecnico/scientifico e da conseguenti mutamenti nell’organizzazione individuale e sociale.
Nell’evoluzione culturale, le idee e le invenzioni prendono il posto della mutazione genetica nell’introdurre novità.
La trasmissione della “mutazione” culturale ha luogo da una generazione alla successiva, ma anche all’interno di una stessa generazione e/o tra soggetti lontani nello spazio e nel tempo. Questo consente alla cultura di procedere molto più rapidamente della biologia, diventando oggi il meccanismo più importante e veloce d’evoluzione per la nostra specie.
Ancora, la velocità con cui avanza l’evoluzione cultuale con nuove e importanti conquiste e loro accumulo, diventa sempre più elevata man mano che procede (è di tipo esponenziale) facendo diventare vecchio ciò che solo ieri sembrava una novità.
Questo progredire incalzante, richiede necessariamente un’ organizzazione sociale /culturale appropriata per poter gestire, indirizzare e ben utilizzare il progresso.
La “potenza” stessa dell’innovazione culturale rende complesso prevederne gli effetti a lungo termine i quali possono rivelarsi eccezionali ma anche inattesi e indesiderati.
Giusto per chiarirci, definiamo cultura tutto ciò che può essere appreso da un individuo e/o trasmesso ad un altro individuo, quindi comportamento, conoscenza, comunicazione, tecnologia, invenzione…
Oggi e in proiezione futura, penso che non ci siano molte alternative o saremo protagonisti, con capacità di capire, gestire ed organizzare il cambiamento/evoluzione, oppure no e quindi, in questo caso, destinati a subire da chi inesorabilmente guiderà il processo.
L’Italia, da sempre paese di scienziati ed inventori, nonché culla della cultura mondiale, non può, per un errore contemporaneo, non continuare ad esserlo.
Circa un’organizzazione politica “capace” di gestire, programmare e sviluppare tutto ciò, mi sono già espresso in precedenza proprio sulle pagine di Informare, qui però aggiungerei il ruolo importantissimo e primario della scuola e della formazione.

informareonline-evoluzione2

Penso che necessitiamo di una scuola “moderna”, dove tutte le tecnologie vengano utilizzate in positivo, con competenza e Cum grano salis, senza  demonizzarle/rifiutarle in partenza, una scuola che facendo tesoro del buono fin qui fatto, si proietti nel futuro. Dove gli studenti imparino il ragionamento logico, il pensiero critico, dove le nozioni(poche e fondamentali) siano un mezzo e non un fine per la conoscenza.

Dove si insegni la scienza, con il suo metodo ed il suo pensiero, e non le materie scientifiche, dove chiedersi il perché e sapersi porre delle domande sia altrettanto se non più importante delle risposte.
I ragazzi di oggi, uomini di domani,  potranno trovare le informazioni/nozioni sempre più facilmente in rete o nei testi ma la capacità di selezionarle, leggerle, capirle ,analizzarle, valutarle, la capacità di vagliare le fonti… , dovrà, già da oggi, rappresentare il bene primario per ogni individuo.
Essere formati e persone di cultura non significherà ricordare tutte le nozioni(le informazioni aumenteranno sempre più ed in modo vertiginoso) ma sapere dove andarle a cercare, essere capaci di capirle e farne buon pro.

La rivoluzione/evoluzione culturale, come è sempre accaduto, influirà pesantemente anche sull’organizzazione sociale futura ma questa volta lo farà in tempi rapidi e con differenze/discriminazioni notevoli. Bisognerà quindi allargare sempre più la base degli individui capaci di comprendere e vivere il loro tempo.
In caso contrario, la prima a saltare sarà proprio l’organizzazione democratica. Una democrazia funziona se gli individui che la compongono sono capaci di capire, conoscere ed esprime opinioni/giudizi su gli argomenti posti in discussione e per i quali si è chiamati a votare.
Una delle reazioni più semplici e spontanee dell’incomprensione, derivanti dal coccodrillo che è in noi, è quella di opporsi alla novità, di chiudersi, di negare ed inventare spiegazioni spesso fantasiose nonché di facile comprensione. Quando poi gli argomenti/concetti diventano tanti e si susseguono a ritmo non fisiologico per la sedimentazione della mente umana, allora facile sarà il rifiuto verso lo sviluppo ed un arroccamento verso un passato che invece è conosciuto, lento, apparentemente sicuro e nel ricordo spesso meglio dei quello che realmente è stato.

Quando soffia il vento del cambiamento alcuni costruiscono muri altri mulini a vento(proverbio) ed i muri, anche se nel breve possono proteggere, chiudono, limitano la visuale, atrofizzano il contenuto impedendo gli scambi e prima o poi crollano.
Invece, altra e secondo me unica via percorribile è quella della conoscenza.

Una cosa è certa, l’evoluzione culturale, così come quella biologica è inarrestabile. Sta a noi decidere se essere o meno protagonisti e “padroni” del nostro futuro.

di Salvatore Savio Aversano

Print Friendly, PDF & Email
Pubblicità