Lartista Elena Starace inizia la sua carriera come ballerina di danza classica ma la sua passione per la recitazione porta il suo volto a farsi spazio in tv in alcune serie e film. Elena non è solo un’attrice ma anche un’apprezzata autrice per il suo romanzo “Anime Pezzentelle”. In questo periodo, però, Elena è in giro a promozionare il cortometraggio “Uccia” che la vede per la prima volta nei panni di regista.

Com’è stato il tuo esordio in regia?
«Il mio esordio alla regia è stato dolce ed emozionante perché sostenuto e coadiuvato dal regista Marco Renda e da un cast tecnico e artistico di persone che oltre ad essere dei grandi professionisti, sono dei veri amici».

Il cortometraggio “Uccia” è ambientato in una Campania del futuro, nel 2037, in un clima intenso e sconvolgente di paura. Puoi riassumerci in breve la storia “Uccia”?
«Uccia nasce dalla voglia e dal bisogno, di raccontare la forza della resistenza. Uccia è una donna ma è anche la terra insanguinata che calpesta, la libertà che cerca dal mare e che il mare le rifiuta, è il suo popolo aggrappato agli ultimi alberi d’ulivo che i coloni, nella loro spietata follia, vogliono abbattere assieme agli uomini. Uccia è una madre che si risveglia e vince quando non ha più nulla da perdere ma qualcosa, ancora, da salvare».

Invece, qual è la storia che racconti nel libro “Anime Pezzentelle”?
«Anime è una storia familiare ambientata tra Napoli, Capri, New York e Colonia, che ripercorre tre generazioni attraverso gli occhi di un piccolo protagonista. È la storia di Stefano che impara a reinventarsi tutte le volte, a riscriversi, a farsi ricrescere la coda come fanno le lucertole ogni volta che la vita trova il modo di portagli via un pezzo. Ed è, senza dubbio, una storia d’Amore».

Un sogno professionale che vorresti realizzare?
«Vorrei scrivere e pubblicare per sempre».

Progetti in cantiere?
«Sono impegnata nella scrittura del secondo romanzo».

di Emilio Pagliaro

Tratto da Informare n° 183 Luglio 2018