Eros e Agape, come poter descrivere l’amore

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L’amore è sempre stato un sentimento protagonista: tema di romanzi dagli innumerevoli successi, oggetto di studi, contenuto di leggende; a volte bistrattato, un sentimento cardine nella vita dell’essere umano, nella quale si interseca di continuo. L’amore che si può provare nella vita reale è certamente diverso da quello sognato, stereotipato e ambito da piccoli. Possono non esserci principi, principesse, castelli fatati, né un lieto fine che ci accompagni per sempre. Per tali ragioni affrontare questa tematica può essere importante per capire che esso non ha un solo andamento, una sola direzione.
In realtà l’amore può avere varie sfumature che, nonostante il nome che le accomuna (l’amore per l’appunto) rappresentano un tipo d’ amore differente: benevolo, malato, tenero, profondo, ossessivo. Può essere una cura, altre volte un veleno. Ciò si riversa proprio nella visione di Eros e Agape: un antico concetto greco che potremmo definire universale.

Eros e Agape possono essere identificati come due modi diversi di intendere l’amore: essi vengono contrapposti per indicare da una parte l’amore carnale e dall’altra quello spirituale. La loro avversione reciproca, però, non deve essere contornata solo a questa visione.

Eros deriva dall’antica Grecia ed indica l’amore fra uomo e donna, inteso come sentimento di natura sessuale. Si tratta, dunque, di un amore che scaturisce da una base fisica. Quando viene a mancare, si trasforma in possesso ai limiti dell’ossessione e tutto rimanda a una volontà di soddisfare il proprio io, il proprio egoismo. Agape, invece, è un termine di derivazione cristiana e il suo equivalente latino è “caritas” ossia carità. È un amore lontano dall’Eros, perché non ingloba l’altro, ma, al contrario, lo valorizza proprio per ciò che è, in maniera del tutto disinteressata: è quindi un amore gratuito, assoluto e incondizionato.

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Entrambi sono due estremizzazioni dell’amore ed in tal senso è importante trovare il giusto bilanciamento tra i due, infatti, tolta la complementarietà, entrambe degenerano. Eros sfocerebbe nella violenza e nella delusione così come vediamo oggi molto spesso nella contemporaneità, nell’epoca senza valori in cui viviamo. Agape, d’altronde, senza Eros può dar vita ad unioni molto solide sul piano affettivo, ma prive di quella passione presente tra esseri fatti di carne. Allora Eros viene potenziato da Agape, perché attraverso il dono di sé l’uomo può raggiungere la più assoluta pienezza verso l’altro sesso.

Questa visione ci dà non solo una descrizione dell’amore che si può provare nei confronti di una persona, ma implicitamente ci insegna che esso deve avere come soggetto “noi stessi”. Dobbiamo amarci, rispettarci, donarci, capirci, prima di poter amare qualcun’altro. Dobbiamo soprattutto comprendere il nostro valore, affinché, nessuno ci possa umiliare o farci sentire inferiori.

Di Falco Palmina

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