SplendOri Ercolano: La città rinasce di nuova bellezza

La bella ed elegante Ercolano torna a brillare di luce propria dopo aver passato troppo tempo offuscata da sua “sorella” Pompei

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Con piacere riceviamo e pubblichiamo l’articolo della Professoressa Jolanda Capriglione.

“Visitando Ercolano oggi si percepisce fortemente la presenza del nuovo direttore del Parco Archeologico Francesco Sirano.

Il Parco Archeologico ha cambiato volto, tutto è in movimento verso una nuova vita fatta di restauri, di rinascita, di nuova Bellezza. La bella ed elegante Ercolano non poteva continuare ad essere la sorella “minore” di Pompei la vorace che tutto assorbe come una bella donna insaziabile, anche se, in realtà, gli scavi iniziarono nel 1738 per essere poi ripresi da Maiuri nel 1927.

Eppure, è bene ricordare che per molti anni i viaggiatori dell Grand Tour non prendevano neppure in considerazione l’idea di andare a “Civita-Pompei” dopo aver visto Ercolano.  Barthélemy nel suo viaggio del 1755 non si cura affatto della nuova città in via di rinascita e Richard dedica a Pompei solo una piccola nota nella sua monumentale Description historique et critique de l’Italiein ben 6 volumi (1766).

Subito dopo comincia l’esplosione di Pompei, è vero, ma Ercolano continua a “vincere” in eleganza!

SpledORI Ercolano: Il lussuoso fascino della Regina del Vesuvio

In questi giorni Ercolano si offre più attraente che mai, ricca dei fiori giallini dell’acetosella, dei gerani, ma soprattutto, com’è ovvio, ricca di mostre e nuovi percorsi. Ho visitato con gran piacere la mostra dedicata al lusso: che incanto di ori, argenti, marmi preziosi, arredi, stoffe, vetri raffinati, affreschi di squisita fattura!

SplendORI. Il Lusso negli ornamenti a Ercolano” riporta a nuova vita l’Antiquarium che fino a non molto tempo fa era incongruamente destinato ad anonimi uffici e deposito.

I gioielli sono incantevoli e rapiscono il pensiero che vorrebbe andare verso domande “terrene”: come hanno fatto a sopravvivere al fuoco, alla violenza del Vesuvio? Non importa: sono splendidi! Impossibile dimenticare la sontuosa armilla in oro fatta di perfette semisfere o il bel nastro tessuto di fili d’oro. E ancora la luminosa collana in cristallo di rocca o lo squisito cammeo in pasta vitrea con l’immagine perfetta di una bionda Nike.

Perdersi nei doni inestimabili del Tempo

Oltre ai gioielli, i Romani amavano mostrare la propria ricchezza anche attraverso la sontuosità della casa e degli arredi, infatti, qui troviamo magnifiche brocche e vasellame di vario squisitamente lavorati. Non posso non ricordare gli affreschi come quello che mostra la scena della “Vestizione della sacerdotessa” di norma a Napoli al MANN e ora in esposizione in questa ricca e bella mostra.

Un’ultima nota: c’è un edificio “anonimo” a sinistra dell’Antiquarium, prezioso come pochi. Qui si conserva una bellissima barca che ha richiesto studi non solo per il supporto, ma anche per la luce, la pulizia e conservazione legno…

L’archeologia è sempre un’avventura del sapere!”

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