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Emilio Isgrò riceve il Premio Alfonso Gatto 2024

Redazione Informare 07/06/2024
Updated 2024/06/07 at 10:24 AM
4 Minuti per la lettura

In occasione della “Giornata della poesia” (21 marzo), la Fondazione Alfonso Gatto ha conferito all’artista eclettico Emilio Isgrò il Premio Alfonso Gatto 2024 per la poesia presso la Pinacoteca provinciale di Salerno. Nella stessa giornata, il poeta italiano ha partecipato a un incontro con gli studenti e le studentesse dell’Università degli Studi di Salerno per parlare di arte contemporanea e di poesia nel contesto attuale.

L’evento

Il Centro Bibliotecario Ateneo ha ospitato l’evento in collaborazione con il Dipartimento degli Studi Umanistici (a cui si aggiunge il Centro Interdipartimentale di Ricerca “Alfonso Gatto”), il Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale e la Fondazione Alfonso Gatto. Hanno dialogato con l’artista il direttore del Centro Interdipartimentale di Ricerca “Alfonso Gatto” Vincenzo Salerno, la storica dell’arte Stefania Zuliani e il poeta Ivan Tresoldi.

È stato un momento di condivisione nella quale Emilio Isgrò, siciliano di nascita ma milanese d’adozione, si è raccontato senza filtri: «Quando si parla di me, si sottolinea il carattere interdisciplinare della mia arte, ma non sono il primo; pensate ai sonetti di Michelangelo», ha affermato quando è stato elogiato il suo genio artistico.

L’arte di Emilio Isgrò e il rapporto con la critica

Celebre per le sue “cancellature” (risalgono al 1964), Isgrò insegna che cancellare significa anche costruire e che l’atto di costruire può considerarsi arte. Questa tecnica poetica nasce dopo la Pop art e l’ideologia hollywoodiana, quando la parola ha rischiato di perdere il suo significato: è in questo modo che Isgrò l’ha salvata, cancellandola. La sua arte concettuale ancora oggi riserva grandi sorprese e ispira altri artisti nel seguire queste sperimentazioni di sottrazione paradossale nella quale togliere significa aggiungere, trasformandosi da contrari in sinonimi.

Isgrò non si risparmia nel parlare di sé e dei suoi rapporti con la critica: «Noi artisti non abbiamo bisogno di critici, ci presentiamo da soli, dissi una volta. Mi pento di averlo detto perché la scortesia non è mai una virtù; inoltre, molti erano miei amici», ammette durante la conversazione. Ha poi aggiunto che ad oggi il rapporto con la critica è molto diverso, è cordiale e sinergico perché c’è il desiderio di comprendere la sua arte da una parte e dall’altra di farla arrivare a un pubblico più vasto.

La lunga carriera di Emilio Isgrò

Una carriera artistica prolifica che inizia nel ’56 con la raccolta di poesie Fiere del Sud e continua in piena attività dopo quasi settant’anni con la mostra site-specific “Ulysses” dove la letteratura (Dante, Joyce, Melville e altri) dialoga con l’arte della cancellatura isgriana: il Premio Alfonso Gatto omaggia la sua importante personalità nel panorama italiano e internazionale. «Ricevo questo premio con molto piacere perché è un premio anche affettivo avendo conosciuto Gatto. E poi questo premio mi riporta in una città come Salerno che pur non essendo Sicilia ha molti rapporti con la Sicilia. Non ultimo, Gatto aveva la nonna messinese e lo diceva. Anzi, la prima cosa che mi disse fu questa», così commenta Emilio Isgrò la sua premiazione. Il premio ricongiunge due poeti separati dall’ingiustizia del tempo che hanno in comune l’uso della parola ermetica e la capacità di abbracciare tutte le sfumature dell’arte.

Di Antonia Erica Palumbo

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