«Sono qui sull’aereo che sembra che sia sul punto di cadere a pezzi e sto andando a Cardiff. Se entro un’ora e mezza non avrete mie notizie, non so se manderanno qualcuno a cercarmi perché non mi troveranno. Ho paura».

Questo l’ultimo straziante messaggio di Emiliano Sala, calciatore argentino classe 1990, inviato mentre si trovava sull’aereo, ritrovato poi nel Canale della Manica, che l’avrebbe portato verso il suo nuovo ingaggio al Cardiff City. Il velivolo su cui viaggiava, scomparso in circostanze misteriose nella notte tra il 21 e 22 dello scorso gennaio, era ad un altitudine di circa 2.300 piedi, quando è improvvisamente sparito dai radar.

David Ibbotson, il pilota, è stata l’ultima persona ad entrare in contatto con la torre di  controllo, la quale gli aveva riferito di correggere l’altitudine stazionaria di volo a 5.000 piedi (1.500mt). Ulteriori indagini hanno poi verificato la posizione dell’aereo al momento della scomparsa, a circa 13km a nordovest di Alderney, nelle Isole Canarie e che l’aviatore non avesse l’autorizzazione necessaria per trasportare passeggeri a bordo di un aereo privato

Il 23 gennaio, l’agenzia investigativa BEA (Bureau d’Enquêtes et d’Analyses pour la sécurité de l’aviation civile) ha aperto un inchiesta sulle dinamiche dell’incidente, che è stata successivamente finanziata da giocatori di fama mondiale quali: N’Golo Kanté, Kylian Mbappé,Dimitri Payet Adrien Rabiot; nella speranza di ritrovare i corpi dei due passeggeri.

Dopo una sospensione temporanea delle ricerche, l’ imbarcazione FPV Morven ha rilevato, tramite l’ uso di un sonar, la presenza del relitto dell’aereo scomparso, con a bordo un corpo. «In queste condizioni non è possibile identificare il corpo, ma è necessario recuperare la carcassa del velivolo», ha affermato il noto ricercatore marino David Mearns, «non ha senso entrare in questa ricerca, trovare l’aereo, che potrebbe aiutare a trovare indizi su quello che è successo, e rinunciare. Ora che non c’è speranza di trovarli vivi, è necessario, anche nei confronti delle migliaia di persone che hanno fatto donazioni, indagare sulla verità». 

Una tragedia che è ha colpito non solo il mondo dello sport, ma che ha visto il coinvolgimento anche della società civile. Oltre alle 5.000 donazioni giunte al fondo fiduciario delle varie organizzazioni impegnate nel caso, sui social network si sono diffusi una moltitudine di hashtag che incitavano le autorità a non sospendere  le ricerche, come #NoDejenDeBuscar.

Molti personaggi del mondo dello spettacolo, infatti, hanno usato i loro canali di comunicazione, per sensibilizzare i propri followers sulla storia del giovane Sala. Lionel Messi, ad esempio, ha lanciato un appello sulle sue Instagram stories. «Finché ci saranno delle possibilità, un filo di speranza, vi chiediamo, per favore, di non smettere di cercare Emiliano. Tutta la mia forza e il mio appoggio ai suoi familiari e amici».

Il 7 gennaio scorso, dopo il rischioso intervento di recupero del corpo inabissato, la Polizia del Dorset, attraverso il profilo Twitter, ha rilasciato la seguente dichiarazione: «Il corpo è stato formalmente identificato come quello del calciatore professionista Emiliano Sala, il Coroner continuerà ad indagare sulle circostanze di questa morte nel tentativo di fornire quante più informazioni possibili alla famiglia della vittima».

Il mondo del calcio si stringe in un lungo cordoglio in memoria della scomparsa di un ragazzo che stava lottando per realizzare il sogno di diventare un calciatore professionista e a cui, nelle giornate che andranno dal 12 al 21 febbraio, verrà dedicato un minuto di silenzio per dargli un ultimo simbolico addio.

di Salvatore De Cristofaro e Domenico Barbato, studenti del liceo scientifico F.Quercia

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