Emergency nel Mediterraneo: la Life Support è salpata

Tonia Scarano 14/12/2022
Updated 2022/12/14 at 5:08 PM
3 Minuti per la lettura

Life Support, la nave di Emergency, è partita dal porto di Genova per la sua prima missione di soccorso verso il Mediterraneo Centrale.

Life Support

Si chiama Life Support, letteralmente “sostegno alla vita” e può accogliere 175 persone. Rientra nella categoria degli offshore vessel, specifiche imbarcazioni costruite per i lavori continuativi in alto mare e strutturate per il trasporto di materiale di costruzione e di ricerca di petrolio.

Le dimensioni della nave, alta 51,3 metri e larga 12, hanno reso possibile una riorganizzazione degli spazi funzionale ai nuovi scopi della navigazione, lavoro che ha visto l’Ong impegnata negli ultimi mesi. La prima area di accoglienza e assistenza medica è il boat deck, uno spazio esterno di 90 mq, coperto da un telo ombreggiante e adibito a triage, dove alle persone sarà assegnato un codice a seconda dello stato di salute. È presente un ponte di circa 270 mq, il main deck, un ambulatorio medico, servizi igienici, posti letto e alcune panche.

«Che una persona perda la vita sotto le bombe in Ucraina, nelle strade di Kabul o tra le onde del Mediterraneo, per noi non fa differenza: è sempre una persona che muore ingiustamente. Per anni lo staff di EMERGENCY ha prestato servizio sulle navi umanitarie di altre ONG, contribuendo a salvare migliaia di esseri umani. Oggi, dopo mesi di lavoro, andiamo in mare con una nostra nave, la Life Support, per ribadire il nostro impegno per il diritto alla vita per tutti».
-Rossella Miccio, Presidente Emergency.

Search and rescue (S.A.R.)

Dal 2014 al 2020, 21.200 persone sono morte nel Mar Mediterraneo (IOM World Migration Report 2022), persone in movimento a cui non viene riconosciuto nemmeno un diritto, tra tutti quelli di cui godiamo quotidianamente noialtri. Life Support, insieme alla flotta civile operante in mare, rappresenta una mano tesa verso le persone alle quali il governi europei non prestano soccorso diretto in situazioni estreme come l’attraversamento del Mediterraneo in condizioni precarie.

E affinché i diritti smettano di essere privilegi, sostieni la causa.

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