Emanuele Cerullo: il poeta delle “Vele”

Emanuele Cerullo

Emanuele Cerullo, è un poeta napoletano che da giovanissimo coltiva la sua passione per la scrittura. Le sue opere sono nate come semplice forma di espressione e hanno costituito spesso un caso mediatico, perché Emanuele vive e fa il poeta in una realtà come Scampia. La sua ultima opera “Il ventre di Scampia” sta riscuotendo diversi riconoscimenti e premi in tutta Italia, raccontando la realtà attraverso la poesia.

Chi è Emanuele Cerullo? Come e quando hai scoperto la passione della scrittura?
«Sono un ragazzo di quasi venticinque anni che, dopo una laurea triennale in lettere moderne, si sta specializzando, presso la Federico II, in filologia moderna. Sono nato e cresciuto a Scampia e il contesto sociale ha indubbiamente influito sulla mia sensibilità. La passione della scrittura si è manifestata presto: frequentavo le elementari e mi divertivo a scrivere filastrocche rimate. Ma, come ogni passione, va coltivata, e infatti scrivo ancora oggi».

Come nasce la tua carriera?
«Una data precisa non esiste, ma il 2007 è stato l’anno in cui la mia scuola media stampò, a mia insaputa, “Il coraggio di essere libero”, una raccolta di poesie che scrissi negli anni precedenti, durante la faida di camorra che insanguinò il mio quartiere».

Cerullo è conosciuto come lo scrittore “delle vele”, questo nome ti rappresenta realmente?
«Mi rappresenta ma, allo stesso tempo, mi limita. L’arte è sperimentazione perenne: di sicuro non potrò parlare di Scampia per tutta la mia vita, ma lo sguardo “da” Scampia è importante, perché mi consente di amare tutto ciò che è marginalità, tutto ciò che è lontano dalle centralità, quindi dalle ovvietà».

Nella tua ultima pubblicazione “Il ventre di Scampia” quale messaggio vuoi lasciare ai lettori?
«La poesia non ha pretese né pretesti, è un genere che mira ad essere universale, perché universali sono i sentimenti. Ho cercato di mostrare semplicemente la mia prospettiva, che è quella di chi accoglie l’alienazione di un luogo particolare».

Progetti futuri?
«Laurearmi, insegnare e continuare a scrivere e a fare cultura nella mia città».

di Emilio Pagliaro

Tratto da Informare n° 181 Maggio 2018