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Elicicoltura, nasce una nuova rete dell’attività in Italia

Giovanni Terzi 11/11/2021
Updated 2021/11/11 at 1:16 PM
3 Minuti per la lettura

Negli ultimi giorni è stata creata una nuova rete per quanto riguarda gli elicicoltori italiani.  La struttura è frutto di un accordo sottoscritto dai primi 107 allevatori di tutta Italia in collaborazione con la facoltà di Agraria dell’Università Federico II di Napoli.

Che cos’è l’elicicoltura?

L’elicicoltura è l’allevamento della chiocciola a scopo alimentare. Ha come fine ultimo la produzione di quantità elevate di molluschi. Successivamente gli stessi si vendono ad aziende ristorative interessate e a privati.

L’elicicoltura ha origini antichissime. Nel bacino del Mediterraneo sono stati trovati resti di chiocciole commestibili risalenti al periodo tra la fine del Pleistocene e l’Olocene (circa 10.000-6.000 anni fa). Nell’antichità gli antichi romani praticavano l’elicicoltura con il metodo della lumaca romana nella zona intorno a Tarquinia.

In Italia si contano circa 9000 aziende professionali elicicole che producono il 49% del mercato interno, mentre il 51% della produzione proviene dai Paesi dell’Europa dell’Est e del Maghreb. Nel 2014 era pari a 225.000 quintali con un valore dell’intera filiera pari a 210 milioni di euro. Il fatturato del prodotto interno invece è 120 milioni di euro l’anno.

Benefici dell’elicicoltura

Un traguardo importante, rilevano i promotori. Questa tutela la professione dell’elicicoltore, l’allevatore di chiocciole e lumache, ad oggi sempre più diffusa grazie al boom di prodotti cosmetici alla bava di lumaca.                                                    Il protocollo d’intesa ha lo scopo di studiare le proprietà nutrizionali delle chiocciole. Un esempio virtuoso, si rileva di rapporti costruttivi tra enti locali, mondo scientifico e organizzazioni agricole. Le produzioni locali in questo ambito innescano una circolarità virtuosa dell’economia e un unico itinerario gastronomico.

Presidente e vice

Il presidente della Rete è Stefano Marra, patron dell’azienda agrituristica Masseria Picone di Castel Campagnano, nel Casertano. Egli dopo aver allargato sempre i suoi orizzonti e le sue prospettive al mondo della gastronomia e della cosmesi, si appresta ad offrire consulenza e consigli agli aspiranti produttori di ‘chiocciole’, i quali intendono avviare un campo di allevamento dei piccoli e pregiati molluschi. Il vice presidente è Antonio Pacelli, che rappresenta il marchio Alvibio.

di Giovanni Terzi

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