Elena Ferrante: un successo senza volto

Elena Ferrante

Si sa solo che è nata a Napoli, anche se sono numerosi le ipotesi secondo cui Elena Ferrante sia un uomo.

Nel libro ‘La Frantumaglia’ la scrittrice si presenta come figlia di una sarta, ipotesi successivamente screditata a favore di Anita Raja, traduttrice che vive a Roma, vissuta con la madre di origine ebraica sopravvissuta all’olocausto in polonia e trasferitasi successivamente a Napoli. La Raja è sposata con lo scrittore napoletano Domenico Starnone.

La casa editrice che pubblica i capolavori della Ferrante smentisce ogni sorta di dipendenza con la Raja affermando che il loro rapporto si limita a traduzioni free lance da parte della donna.
Fatto sta che da un’analisi sui redditi dei coniugi Starnone risulterebbero picchi d’incassi proprio nei periodi in cui i libri della ‘Ferrante’ hanno riscontrato maggior successo, e cioè dopo il boom registrato recentemente per mezzo delle traduzioni delle sue opere in lingua inglese.

Il Sole 24 ore ha condotto una vera e propria analisi economica ottenendo numerosi riscontri e correlazioni tra gli incassi dei libri e gli investimenti dei coniugi Starnone, fortemente seccati da questa violazione della privacy.

Sono trascorsi 24 anni dalla pubblicazione del suo primo lavoro e qualcuno pensa che la scelta dello pseudonimo ‘Elena Ferrante’ sia un vero e proprio omaggio ad Elsa Morante… qualcun altro lo trova invece un gioco mediatico di cattivo gusto.

Quello che invece trova il lettore nei libri senza volto della Ferrante è un talento misterioso che sposa alla perfezione il racconto di una terra magica e controversa che è quella partenopea.

I personaggi sembrano uscire dalle case dei rioni in cui non entra il sole; la Ferrante scava non solo nel lettore ma nell’anima di un popolo.

Ne è testimonianza ‘L’amica geniale’, primo volume di un ciclo di 4 libri; tutti nel corso della nostra vita abbiamo conosciuto almeno una Lila, quell’amica davvero geniale e controversa, cresciuta in un rione complicato e che ci aiuta a guardare la vita da un altro punto di vista.

Il tema principale è l’amicizia, valore quasi sacro nella terra di Partenope ma la Ferrante, abilmente, abbraccia tutti i temi che due ragazzine, amiche, possono sperimentare durante la loro crescita ed evoluzione.

Ma se Lila è l’amica geniale di Lenuccia, Ferrante è la nostra scrittrice geniale. Il suo successo è partito da Napoli ed è arrivato fino a New York, tant’è vero che The New Yorker l’ha recensita, amata e fatta amare anche ad Hilary Clinton che durante la campagna elettorale ha affermato di non riuscire a smettere di leggere i suoi libri.
Il successo della Ferrante è divenuto Febbre in Ferrante Fever, un documentario che ha esplorato Napoli e New York attraverso i personaggi dell’autrice, arrivato sul grande schermo ad ottobre.

In Italia la Ferrante ha venduto un milione e mezzo di copie contro i due milioni venduti in America.

La voce ufficiale della Ferrante in ‘Ferrante Fever’ (Bonaiuto) ha affermato che molti in Italia non hanno letto i libri della scrittrice geniale perché infastiditi dal suo successo.

Che si tratti di una donna, di un uomo, della figlia di una sarta o di una traduttrice, ciò che conta davvero è quello che i libri della Ferrante trasmettono e poi, ovviamente, che sia nata a Napoli; questo si che conta!

di Maria Perillo