Educazione sentimentale

In Italia l’educazione sentimentale è fondamentale

Updated 2023/12/02 at 12:26 PM
5 Minuti per la lettura

Il Ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, ha presentato un piano del governo per introdurre l’educazione sentimentale a scuola. Questo piano ha l’obiettivo chiaro di appianare le differenze di genere, aprire gli studenti e le studentesse al dialogo ed a relazioni più sane con gli altri. Il femminicidio brutale di Giulia Cecchettin, è stata l’ennesima dimostrazione di quanto in Italia sia radicata una mentalità sbagliata e di quanto sia quindi doveroso fare qualcosa a riguardo.

Il progetto “Educare alle relazioni” prevede che licei ed istituti superiori possano inserire, in modo facoltativo, delle ore in cui gli studenti si riuniscono in gruppi di discussione. Ovviamente moderati da un’insegnante, per parlare di argomenti legati alla violenza di genere ed alle relazioni in generale. Il piano però rimane comunque facoltativo, non creando grandi limiti nel suo posto in essere. Sarebbe necessario renderlo obbligatorio? Probabilmente sì. Intanto nel concreto sono stati messi a disposizione 15 milioni di euro, finanziati con i fondi europei.

Educazione sentimentale in Europa

L’educazione sentimentale è un tema molto importante. Molti però, potrebbero considerarlo “una sottrazione” di tempo prezioso allo studio di altre materie come matematica, storia o altro. Fortunatamente le cose non funzionano così, andrebbe ovviamente rivisto il programma scolastico e gli orari degli alunni, ma integrare educazione sentimentale o sessuale nelle scuole, non apporterebbe alcun danno all’apprendimento, anzi. In Europa ci sono molti esempi di chi strade simili le ha percorse già da tempo ed anche con ottimi risultati. Basti pensare alla Svezia che sono 66 anni che ha introdotto l’educazione sessuale nelle scuole.

Il diritto all’educazione sessuale è riconosciuto dall’OMS come diritto fondamentale, eppure in Italia si tentenna ancora e si parla di educazioni e progetti facoltativi e non obbligatori. Siamo tra i pochi paesi, in Europa, a non avere una legge sull’educazione affettiva che inserisca quest’ultima nel curriculum scolastico. Affianco a noi si posizionano Spagna, Croazia, Ungheria, Slovacchia, Romania, Bulgaria e Lituania. Mentre in nazioni come i Paesi Bassi, si inizia a parlare di educazione sessuale già all’età di 4 anni. La ricerca in Europa ha stabilito quanto sia importante questo tipo di educazione e quanto favorisce l’armonia sociale.

La libertà di poter piangere

Avevamo già parlato di educazione sessuale in un mio articolo precedente e di quanto fosse importante insegnare, soprattutto ai più giovani, l’empatia e la prevenzione. Non solo è importante parlare di educazione sentimentale e sessuale, ma sarebbe necessario soffermarsi anche sullo studio del diritto, sull’educazione alimentare ed ambientale. Ma facciamo un passo alla volta. Per quanto riguarda l’educazione sessuale, in molti si sono considerati scettici all’idea convinti del fatto che un’ora scolastica che parli di prevenzione possa deviare i propri figli. Come dicevamo, in Italia, è la mentalità che è sbagliata. Nelle famiglie si comunica poco e soprattutto c’è poca apertura mentale verso problemi personali che ormai affliggono sempre di più la nostra generazione.

Forse prima si parlava poco di salute mentale ed amore. E soprattutto ad un uomo veniva insegnato che non doveva esporre i propri sentimenti come una donna. “Se piangi sei una femminuccia“. Ma che significa? Però intanto fateci caso, quante volte vi è capitato di veder piangere un uomo? E quante volte a noi donne è stato detto di tenere a bada i nostri ormoni. “Sarà uno di quei giorni“. Educare un ragazzo o una ragazza a non aver paura di manifestare i propri sentimenti, rende più facile che non vi siano emozioni represse, che magari poi col tempo potrebbero trasformarsi in conseguenze brutali. Dunque sarebbe sì necessario introdurre l’educazione sentimentale nelle scuole, ma sarebbe ancor più necessario imporre l’educazione sentimentale a casa. Sarebbe doveroso da parte di un genitore permettere al proprio figlio o alla propria figlia di esprimersi, senza farlo sentire giudicato/a o diverso/a.

I bambini danno alla società quello che gli viene insegnato. Per ogni bambino a cui viene insegnata l’empatia e la gentilezza, ci sarà una società migliore.

Condividi questo Articolo
Lascia un Commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *