editoriale settembre Jolanda

EDITORIALE SETTEMBRE 2022 – “Scenario” Mediterraneo

Redazione Informare 07/09/2022
Updated 2022/09/07 at 5:08 PM
5 Minuti per la lettura

È davvero con grande piacere e sana ‘curiositas’ che abbiamo dato vita a questo progetto, insieme agli altri Amici europei di Spagna, Grecia e Cipro, per l’alta carica simbolica e sociale che porta con sé: la valorizzazione dei Beni culturali fuori dagli schemi già noti e fuori dai canali narrativi già percorsi.  Da oltre dieci anni il Club per l’Unesco di Caserta lavora in questo senso soprattutto con le Scuole e le Università proprio per portare i giovani verso lo straordinario Patrimonio Unesco attraverso il linguaggio più ‘con-sonante’ rispetto ai nuovi codici semantici e alle sensibilità delle nuove generazioni.

I Beni Culturali materiali e immateriali sono lì nella loro apparente staticità, si sono fatti, storia, paesaggio, tradizione e sembrano inamovibili, fissi come sono nell’immaginario collettivo.

Nulla deve toccarli mentre si aprono sovente discussioni planetarie sulla possibilità o meno di rifare un capitello ad una colonna cadente o ‘aggiustare’ un tetto con nuovi materiali, dal momento che non sempre i ‘vecchi’ sono disponibili, per evitare che la pioggia cancelli affreschi, entrando dal tetto sconnesso, per esempio. Certo, andare a Babilonia, com’è accaduto a me e trovare tutto ‘al suo posto’ come se i millenni non fossero mai trascorsi e nessun barbaro predatore fosse mai passato allungando la mano, fa un certo effetto al contempo piacevole e spiacevole. Da un lato ti sembra di ritornare indietro nei millenni e ti dai le arie di una novella Semiramide a passeggio nei suoi meravigliosi giardini pensili, dall’altro ti senti un po’ in colpa perché anche tu contribuisci alla diffusione del falso storico più o meno dichiarato, e non sempre piacevole, qui come a Didime (che meraviglia l’imponente tempio di Apollo!) o al Teatro di Pompei con le sue gradinate ‘inventate’ ex novo…

Allora pensi: d’accordo, ma le pietre, gli archi, le statue, le colonne, i capitelli, i templi hanno bisogno di parole per arrivare al cuore e alla ragione degli uomini perché da sole le pietre, gli archi, le statue, le colonne, i capitelli, i templi da soli non hanno la forza di resistere alla furia inconsapevole del tempo e men che mai alla furia iconoclasta degli uomini capaci di trasformare, in men che non si dica, un capitello in un abat-jour. Ecco, dunque, le parole, i suoni sempre in divenire che sono in grado di trasformare la dura pietra, apparentemente statica nella sua fissità plurimillenaria, in memoria dinamica, in sogno in movimento, in necessità estetica, da Omero e la sua ‘coorte’ di aèdi in poi. E ciò accade soprattutto allorché un tempio, un palazzo, un pezzo di città, una chiesa, un rito, una festa diventano Patrimonio Unesco, Patrimonio dell’umanità tutta.

Ecco allora rinascere a nuova vita il Tempio di Apollo a Delfi (patrimonio Unesco dal 1987), il Palazzo Reale di Caserta (Patrimonio Unesco dal 1997), il Centro storico di Napoli (Patrimonio Unesco dal 1995) o l’Acropoli di Atene (Patrimonio Unesco dal 1987), le chiese affrescate sui Monti del Troodos, luogo prezioso, preziosissimo perché qui volle rifugiarsi Elena la Bella dopo la caduta di Troia, come canta Sefèris, ma soprattutto perché nel suo verde infinito accoglie ben 10 chiese Patrimonio Unesco dal 1985, e poi ancora…

Ecco, questi Beni del tutto extra-ordinari sarebbero solo pietre e strade e ruderi forse se non fossero accompagnati dalla narrazione, dalle parole che danno loro nuova linfa vitale, nuova vita verso il futuro. Dunque, abbiamo scelto un Bene Unesco qui a Caserta (il Belvedere di San Leucio), a Cipro (la magica Chiesa di San Nicola in Tetto), in Grecia (l’incomparabile Delfi), in Catalogna (il solenne monastero cistercense di Poblet) e insieme ai nostri bravissimi giovani dell’Università della Campania abbiamo elaborato un codice di narrazione molto fluido che permettesse ad altri giovani di raccontare a chi non è più tanto giovane la storia e la vita e l’importanza di un Bene Unesco.
È lo story-telling.

di Jolanda Capriglione

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE

N°233 – SETTEMBRE 2022

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