Editoriale – Novembre 2019

La vita è meravigliosa, anche nei momenti più difficili

Il mese di ottobre lo ricorderò come un periodo di prove, per me e per i miei familiari.
Mi è stato diagnosticato un tumore al colon con successiva operazione per la rimozione della “bestia”.
Lo comunico ora che il peggio è passato, anche perché ho cercato di trovare prima di tutto forza in me stesso per poter dare tranquillità ai miei cari e ai ragazzi della Redazione, gli unici che sapevano tutto.
Ho tentato di chiudere gli occhi per immaginarmi in un mondo migliore. Spesso è la disperazione che ci fa sospirare e desiderare di vivere altrove, in un luogo dove non esistono guerre, politici collusi e ignavi, clan, assassini, vittime innocenti. Lacrime e dolore che da anni spargiamo, ma che spesso siamo riusciti a far diventare semi della nostra terra. In generale, la gente ha paura di alzare la testa e accettare questa cruda realtà che ci circonda. Terra dei Fuochi, tumori, veleni; camorra, diossina, rifiuti, morte…
Dall’esterno scagliano solo “bombe retoriche” che spaventano ed allarmano chi su questi terreni ci vive e ci mangia quotidianamente; vengono lanciati dai “cannoni mediatici”, palle piene di disinformazione. Sembriamo tutti condannati.

Pare che il nostro destino sia già scritto: nati per morire. E allora dico: NO! Da tempo non vogliamo essere la Terra dei fuochi, ma la Terra della Speranza. Una Terra di semplici uomini che lottano armati di buon senso e sacrificio, con tanta voglia di cambiare in meglio.
Vogliamo cambiare gli umori e non sentir più la parola “tumori”.
I nostri giovani hanno bisogno di credere in quel che facciamo e associazioni come la nostra ci permettono di lavorare insieme per un unico obiettivo: crederci. La forza viene nel leggere negli occhi di un amico il tuo stesso ideale, la tua stessa voglia di una giusta rivalsa; la forza distrugge la paura e riesce a fare spazio al desiderio di cambiare e di non restare in un pantano di illegalità e omertà. Di forza ne abbiamo ancora tanta e continueremo a combattere con queste mani che impugnano tenacemente un arco chiamato Riscatto, mentre sulle nostre spalle poggia una faretra che vanta frecce come quella della Libertà, del Coraggio e dell’Entusiasmo.
È una strada lunga da seguire, ma ci sostengono anche tanti esempi quotidiani, persone e gesti, che ormai scoppiano dalla voglia di cambiare questo destino che non meritiamo, così amaro e fin troppe volte crudele.
Oggi più che mai ci sentiamo vicini ad una realtà meno drammatica e più speranzosa. Continuiamo a combattere.
In fondo, non c’è sconfitta nel cuore di chi lotta. Finché avrò forza non smetterò mai di combattere per la mia Terra e avere il diritto di vivere in un Paese normale.

di Tommaso Morlando

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°199
NOVEMBRE 2019

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