mondo orologeria editoriale

EDITORIALE MARZO 2022 – Un mondo a orologeria

Antonio Casaccio 02/03/2022
Updated 2022/03/01 at 6:12 PM
4 Minuti per la lettura

Attacco. Esplosione. Bomba. Ordigno. Conflitto. Guerra. Sono queste le parole che nell’ultimo mese hanno scandito la cronaca e allertato la nostra attenzione.

È incredibile quanto un marcio interesse privato possa scavalcare così facilmente il confine tra violenza e confronto. In molti potrebbero accusarmi di un’idealizzazione eccessiva dei fatti inerenti il conflitto russo-ucraino, in fondo si tratta di complicate materie geopolitiche, ma non basta gettare lo sguardo troppo oltre per comprendere quanto il limite tra violenza e dialogo costruttivo sia diventato labile.

Oltre mille km e mezzo dalla capitale ucraina di Kiev, in un piccolo centro cittadino della provincia di Napoli esplodono ben quattro bombe in una settimana. Il paesino si chiama Frattaminore, poco più di diecimila abitanti, ed è diventato campo di battaglia di una vera e propria guerra tra boss della camorra; dinamiche che hanno gettato nel terrore centinaia di cittadini, oltre che a colpire diverse attività commerciali.

Anche in questo piccolo centro le parole che sentiamo sono simili ad alcune parole utilizzate per descrivere i fatti di Kiev, ma l’ordigno delle guerre non è il solo ad esplodere.
Nella composizione del mensile di questo mese non potevamo omettere un focus sul degrado del quartiere di Ponticelli di Napoli e per far luce abbiamo intervistato una giornalista anticamorra molto attiva sul territorio, Luciana Esposito. Destini diversi ma parole simili, Luciana non ha dubbi: «Ponticelli è una bomba sociale».

Pure stavolta c’è di mezzo qualcosa di esplosivo, sì, perché negli anni il crollo del mercato del lavoro e di una prospettiva vivibile ha ridotto Ponticelli in un territorio di conquista dei clan, mettendo all’oscuro quanto di buono c’è.
Ma se le bombe sono fatte per esplodere, gli allarmi ci aiutano a reagire prontamente in una situazione di emergenza. Proprio per queste ragioni non possiamo che sottolineare le parole del Presidente nazionale FAI Luigi Ferrucci, che ribadisce l’allarme “pizzo e usura” dettato dalla crisi economica post-covid, la quale ha acuito i casi di indebitamento, vera anticamera dell’usura.

La nostra civiltà si trova stretta tra le violenze di chi pone interessi privati dinanzi alla cura del bene comune e al benessere della collettività. Diciamolo chiaramente: oggi chi pensa agli altri prima che a sé stesso non è riconosciuto come un esempio, ma come un ingenuo.
Forse è proprio l’ingenuità a tracciare il confine tra il predominio del losco potere e il confronto incentrato sulla valorizzazione del bene comune. Probabilmente è solo un rompicapo filosofico, anche banale, ma per risolverlo non possiamo usare altra arma se non il pensiero. Anche noi di Informare abbiamo tanto pensato in questo periodo, spesso divisi sulla “notizia bomba” a cui dedicare la nostra copertina. Se le violenze e gli esplosivi dominano la cronaca, noi vogliamo offrire al lettore un approfondimento controcorrente: la ricerca medica volta alla cura delle persone.

In particolare, abbiamo avuto l’onore di avere in redazione il Professor Michelino De Laurentiis, coordinatore dell’Unità medica di oncologia senologica del Pascale. Il professor De Laurentiis e il suo instancabile team hanno raggiunto risultati straordinari: l’ultimo è l’approvazione di un protocollo internazionale per un farmaco che agisce sulle cellule tumorali più aggressive in maniera incredibilmente efficace.
Napoli, De Laurentiis e il suo team, sono capofila internazionali per la ricerca sul tumore della mammella; una notizia passata incredibilmente in sordina nel frastuono di violenze, bombe, morte.

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE

N°227 – MARZO 2022

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