EDITORIALE – Di libera informazione si muore

All for Jan

Jan è stato ucciso barbaramente insieme alla sua compagna Martina, in Slovacchia. Una vera e propria esecuzione. È stato ucciso per il suo lavoro: essere giornalista; è stato ucciso perché ha provato ad informare correttamente i propri concittadini. Jan è stato ricordato dai suoi colleghi della redazione di Aktuality come “una persona perbene, piena di passione per il proprio lavoro”. Jan è stato semplicemente se stesso e ha creduto in tutto ciò che faceva.

È stato un collega che ha raccontato, con la dovuta professionalità, fatti inerenti alle infiltrazioni mafiose (in maggioranza calabresi) in molte parti del territorio slovacco. E lo ha raccontato in modo impeccabile, rispettando le regole, citando fonti e fatti riscontrabili. È stato talmente preciso che ha messo in grande difficoltà, anche dopo la sua morte, sia il capo della polizia Tibor Gaspar, sia il Ministro degli Interni Robert Kalinak, che hanno dichiarato, forse frettolosamente, che avrebbero richiesto informazioni all’Italia nel 2014, senza ricevere adeguate risposte. Jan, però, ha ricostruito documenti che risalgono addirittura al 2003 (11 anni prima) quando per uno dei presunti mafiosi calabresi era stata richiesta e ottenuta l’estradizione in Italia. Tutto documentato con fonti attendibili: nomi di persone, di società, di fiancheggiatori slovacchi, collegamenti tra le imprese, legami di parentela tra mafiosi italiani e legami di parentela tra mafiosi italiani e cittadini slovacchi, etc. Studiare il lavoro fatto da Jan, e che stanno continuando i suoi colleghi della redazione di Aktuality, conferma la convinzione, personale e dell’intera redazione di Informare, che il rispetto delle regole e il reperimento di atti documentali riscontrabili è l’unica strada per proporre informazioni credibili, anche a costo della vita. Quanto accaduto in Slovacchia, conferma che di sana informazione si può morire.

Verrebbe voglia di gridare: “Svegliati Slovacchia!”. Una sorta di invito ai cittadini slovacchi a seguire con maggior attenzione le vicende interne. Bisogna riconoscere però che un ottimo lavoro è già svolto, da anni, anche dai colleghi della redazione del quotidiano slovacco in lingua italiana che si chiama “Buongiorno Slovacchia”, grazie al quale ci sono giunte notizie tempestive agli eventi che hanno portato all’uccisione di Jan e dei successivi aggiornamenti sulle indagini in corso. In onore e memoria di Jan, riportiamo in lingua slovacca il messaggio della redazione di Aktuality che, di fatto, era un principio di vita dello stesso giornalista ucciso:

= Nemôžete zabiť pravdu. Budeme pokračovať! =

Non è possibile uccidere la verità. Noi continuiamo!

di Angelo Morlando

Tratto da Informare n° 180 Aprile 2018