anno editoriale

EDITORIALE – L’anno della speranza

Tommaso Morlando 03/01/2024
Updated 2024/01/03 at 11:45 AM
4 Minuti per la lettura

Ecco il 2024: un nuovo anno, nuovo numero, nuove sfide. Il vecchio anno è andato via portando con sé tutto ciò che ritenevamo esaurito, concluso e anche le scorie dei dolori e delle sconfitte sociali e morali di un periodo storico di grande difficoltà. Un anno che ha visto un’umanità impazzita, dove a prevalere è la guerra e lo schieramento tra due fronti opposti: occidentale e orientale. In Tv si è parlato addirittura di una possibile terza guerra mondiale e ogni sera ascoltiamo, quasi assuefatti, l’immancabile bollettino di guerra con l’annuncio del numero di morti. La Russia che continua con i bombardamenti sull’ Ucraina e a radere al suolo intere città. Israele che, per rivendicare le vittime da parte dei terroristi di Hamas, prosegue in modo scientifico allo sterminio di civili innocenti e annuncia che non si fermerà e che la guerra sarà lunga. 

 Il buon Papa Francesco resta una voce nel deserto nell’invocare la Pace: il suo grido d’amore resta inascoltato mentre la speculazione delle lobbies continua con il mercato sugli armamenti e l’aumento energetico a danno sempre dei più deboli. Altra grande tragedia che investe l’Italia sono i disastri ambientali provocati dai cambiamenti climatici, che hanno allagato intere regioni con piogge anomale e con straripamenti di fiumi, mentre il mare continua a divorare chilometri di coste non protette dall’erosione 

Ancora: il femminicidio! Un’escalation inaudita di donne uccise con l’unica colpa di aver scelto di essere libere da vecchi rapporti e, spesso, anche se denunciano, non si riesce a proteggerle. Trovo difficoltà a parlare del nuovo anno, visto che c’è poco da festeggiare in questo periodo, ma la speranza non può e non deve morire e, nonostante tutto, continuo ad avere fiducia nell’essere umano sperando che non si arrivi al punto di non ritorno. Questo Natale, almeno nelle zone più popolari e al Sud, si è presentato “difficile”: le famiglie sono in chiara difficoltà, si spende meno e la crisi è evidente e percettibile. L’Italia continua a perdere residenti e i nostri giovani continuano ad andare via, in modo particolare sempre dal Meridione dove più ragazzi ricorrono alla psicoterapia perché da soli trovano difficoltà. Gli esperti, spesso da settori contrapposti, illustrano i numeri dell’economia: per alcuni positivi e di grande prospettiva, per altri assolutamente il contrario, cioè negativi. Ma la realtà è sempre la stessa: gli aumenti del costo della vita sono evidenti e toccano sempre le fasce più deboli e la forbice della povertà si allarga sempre di più. Togliere il reddito di cittadinanza, con troppa fretta e più per scelta ideologica ed elettorale, e non per buon senso e senza aver creato alternative adeguate di sostegno, è stato un grande errore, come quello del superbonus 110% che vede migliaia di aziende sull’orlo del fallimento e condomini in preda al panico per lavori bloccati. Si spera, infine, che la politica di responsabilità, che investe tutti coloro che hanno ruolo istituzionale di vertice, prevalga in scelte d’interesse collettivo.  

Infine, la nostra associazione e il nostro Informare, ci lasciamo alle spalle un anno pieno di soddisfazioni per il lavoro straordinario di questi ragazzi, ma anche di nuove preoccupazioni per il futuro: i costi continuano a crescere e ogni mese è sempre più una sfida. Quello che indigna di più è che alcuni, da una grande società in Pinetamare e addirittura un sindaco, hanno lasciato un buco non indifferente mettendo a rischio la continuità dell’associazione. 

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