Il lavoro svolto negli ultimi anni dall’Anac, guidata dal dott. Raffaele Cantone, è concreto ed efficace. È necessario completare ancora tante norme e procedure, ma l’effetto più consistente è stato quello di adeguare la precedente mentalità degli operatori, troppo generalista, all’obbligatorietà degli adempimenti.

In sintesi, l’Anac è servita a conclamare l’enorme realtà della corruzione/concussione del sistema italiano degli appalti, provando spesso a coinvolgere direttamente tutti gli interlocutori. Le basi del percorso sono solide, ma bisogna osare di più. La trasparenza è necessaria, ma non è sufficiente. Bisognerebbe introdurre la visibilità, cioè bisogna andare verso i cittadini, tirargli la giacca per chiedergli di visionare quanto prodotto con la trasparenza, guidandoli nel percorso e facendoli partecipare più attivamente; devono essere, però, le Istituzioni a muoversi verso i cittadini e non viceversa.

Propongo una regola molto semplice per tutti gli Enti: una pagina internet dedicata in cui è possibile verificare direttamente i pagamenti, indicando chiaramente quanti soldi ci sono in cassa. Una specie di estratto conto delle casse delle amministrazioni. Solo così potremmo avere una sintesi efficace rispetto alla mole, spesso enorme e difficilmente consultabile, dei dati prodotti per adempiere agli obblighi della trasparenza. Solo così potremmo finalmente sapere se dietro a ruoli di amministratori “gratuiti” si nascondono emolumenti indiretti come consulenze (alcune volte le consulenze sono occultate negli atti “riservati” dei CdA aziendali). Questo editoriale nasce anche dalle parole del dott. Catello Maresca, nell’ambito della raccolta di fondi della Partita del Cuore Napoletano, che ha visto coinvolta direttamente la nostra Associazione: “Dobbiamo andare oltre la solidarietà; dobbiamo metterci il cuore”. E nasce anche dalla sintesi venuta fuori dall’incontro organizzato dall’Ordine dei Giornalisti della Campania (Informazione e Legalità) al quale hanno partecipato oltre 200 colleghi provenienti da tutti i territori campani: unità e libertà, pur con opinioni e percorsi differenti; non possiamo permetterci di cedere di fronte alle difficoltà, altrimenti rischiamo di lasciare veramente soli tanti colleghi che combattono tutti i giorni e mettono a rischio la loro vita e quella dei propri familiari.

Il mio motto è sempre lo stesso ed oggi più che mai lo ripropongo:

Io sono un fortunato e ho più del superfluo. Chi ha di più, DEVE dare di più e DEVE osare di più”

Spero che il mio invito coinvolga sempre più persone ad essere visibili, altrimenti saremo destinati ad essere intangibilmente trasparenti.

di Angelo Morlando

Tratto da Informare n° 184 Agosto 2018

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