EDITORIALE – L’impegno per una società migliore

Editoriale - Febbraio 2018 di Valerio Taglione

Impegnarsi per tentare di contribuire al miglioramento della nostra società, non è mai cosa semplice e certo non lo è quando si ravvisa la necessità di adattate l’impegno ad una nuova visione, che tenga conto delle inevitabili variabili che si presentano.

Il Comitato don Peppe Diana lavora al cambiamento da diversi anni ormai. Il 19 gennaio insieme al presidente Carlo Alemi e al giornalista Geo Nocchetti abbiamo ricordato Genovese Pagliuca, vittima innocente della camorra. È stata la prima fiaccola della memoria di quest’anno, il decimo della nostra storia. Continueremo a portare le vite delle vittime innocenti tra i ragazzi, nelle scuole, nelle aule consiliari, parlando ai cittadini e agli addetti ai lavori perché siamo convinti che il passato debba essere preservato dall’oblio.

Il 19 marzo a Casal di Principe, a Casa don Diana in via Urano, già teatro di numerose e quotidiane iniziative che provano a tener dentro tutte le esigenze di animazione, formazione, conoscenza e di approfondimento, saranno organizzati gli Stati generali delle Terre di don Diana. Abbiamo compreso il bisogno di riassettare le nostre azioni e ristabilire le priorità. Deve essere sottolineata l’esigenza di poter contare non solo su una classe amministrativa onesta ma su competenze e assunzioni di responsabilità spesso assenti.

Se la camorra ha prodotto i danni peggiori, non meno pericolose sono le ripercussioni legate all’inerzia e alla negligenza diffuse nei pubblici uffici, dettate spesso dall’errata convinzione che in “Luoghi di camorra” sia meglio mantenere un low profile, traducendo questo atteggiamento in mancanza di scelte e ripercussioni sull’organizzazione dei servizi sociali, sanità o igiene urbana, ad esempio.

Sono necessari, allora, programmi di sviluppo che valorizzino le risorse locali sia naturali che umane. Un vero e proprio piano generale per contrastare la filiera di economia criminale attraverso: scuole, lavoro, formazione. Un progetto ambizioso per il quale chiederemo aiuto a tutte le forze sane del mondo della magistratura, del giornalismo, della sanità, dell’università, dell’imprenditoria, dell’associazionismo, della politica, delle forze dell’ordine e della scuola. Nessuno potrà chiamarsi fuori perché vorrebbe dire accettare un concetto di delega ad altri che in realtà vuol dire rassegnazione. La criminalità organizzata si sta riciclando in termini economici e sociali.

Lo ha detto e ribadito il procuratore nazionale, Federico Cafiero De Raho. Lo ha spiegato a chiare lettere il procuratore di Napoli Giovanni Melillo riferendosi ad imprenditori criminali che studiano nelle migliori Università. Lo leggiamo dalle inchieste giornalistiche e degli inquirenti anche rispetto all’ambiente, visto che per lo smaltimento illegale se prima si chiedeva intervento del capo clan di turno, ora se ne fa senza.

Il sistema viene garantito dalla corruzione dell’una e dell’altra parte. E noi non dobbiamo fare l’errore di farci cogliere impreparati. Dobbiamo riuscire a cogliere i punti nevralgici per riconquistare i nostri spazi di proficua normalità.

di Valerio Taglione
Responsabile Comitato don Peppe Diana

Tratto da Informare n° 178 Febbraio 2018

About Redazione Informare

Magazine mensile, gratuito, di promozione culturale edito da Officina Volturno, associazione di legalità operante in campo ambientale, sociale e culturale.