Editoriale Giugno 2019:

Il nostro Paese sta attraversando un momento politico-sociale difficile e scoraggiante.

L’apice è stato raggiunto dalle elezioni europee del 26 maggio, non solo per il risultato politico, ma perché hanno fatto emergere il dato più allarmante: una forte crisi sociale.

I partiti al Governo hanno basato la campagna elettorale solo sullo scontro, giovando di un’opposizione inesistente perché troppo impegnata a criticare gli atteggiamenti del Governo, per presentare un’alternativa politica valida e reale.

A questo si è aggiunta la disinformazione che ha negativamente manovrato la società con notizie fuorvianti, facendo attecchire un senso di odio e di diffidenza, operazione abbastanza facile in una nazione dove l’ignoranza è dilagante.

A dimostrarlo è stata la percentuale di astensionismo, pari al 43,7%.

I cittadini, come forma di protesta, hanno preferito non adempiere ad un dovere, per dimostrare dissenso verso l’offerta politica e disinteresse nei confronti del destino europeo. Nonostante ciò a livello politico in Europa è cambiato poco.

La vittoria dei sovranisti in Italia, Ungheria e Francia ha avuto un’incidenza limitata, perché sono riusciti a conquistare solo 69 seggi del
Parlamento europeo, in prevalenza nelle mani del PPE (democratici e cristiani) con 180 seggi.

Personalmente, a vent’anni, trovo difficoltà a riconoscermi e rispecchiarmi in questa Italia. Non si può negare la lontananza da una società che nel 2019 piuttosto che scegliere di incrementare la garanzia delle libertà, di promuovere la tutela dell’ambiente, la green economy e la parità di razza e di genere, sceglie di sostenere un programma sovranista, intollerante e discriminatorio.

Noi di Informare, in qualità di magazine di promozione culturale, abbiamo continuato nel nostro piccolo a batterci per portare avanti i valori che da sempre difendiamo: la verità e la buona informazione. L’abbiamo dimostrato con l’impegno nei confronti delle elezioni comunali a Castel Volturno, dove abbiamo dato voce ai programmi politici di tutti i candidati.

La giusta informazione promuove una conoscenza obiettiva per dare la possibilità di scegliere liberamente, senza condizionamenti. La vera protesta sarebbe stato proprio un voto consapevole e intelligente. Un voto che, in quanto tale, avrebbe rappresentato il bene della comunità.

Questa disillusione e questa diffidenza ora devono mutarsi in necessità di rinascita e di riscatto. Noi giovani abbiamo il dovere di provarci, prima che l’ignoranza distrugga il nostro futuro e le nostre speranze.

di Mara Parretta 

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°194
GIUGNO 2019

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