Editoriale Dicembre 2019
Duecento e non sentirli

17 anni, duecento pubblicazioni, migliaia di interviste, inchieste, fotografie ed approfondimenti. Non sono numeri banali e non bastano per descrivere la nostra storia, le nostre battaglie, le nostre più grandi soddisfazioni, le notti insonni, le iniziative benefiche, culturali e sociali, le decine di giovani che sono entrati in redazione da bambini e ne sono usciti da uomini e professionisti.

Duecento numeri sono un traguardo importante, soprattutto per una redazione che ha deciso di radicarsi in un territorio di frontiera come Castel Volturno. Siamo fieri di ciò che abbiamo fatto in questi anni e saremo orgogliosi di ciò che faremo in futuro, perché abbiamo una grande consapevolezza: il nostro è un giornalismo libero.

Libero da condizionamenti dei partiti, da finanziamenti pubblici e da rincorse estenuanti agli scoop. Non abbiamo bisogno di arrivare prima degli altri, ma di raccontare le realtà più diverse, le più interessanti, quelle che apportino un valore ai nostri lettori. Cultura, ambiente, futuro, politica, tecnologia, sport; e poi le eccellenze, quelle umane ed imprenditoriali, quelle realtà che sono cresciute in Campania e hanno creato economia, posti di lavoro, idee innovative.
A noi interessa il bello delle nostre terre, senza mai risparmiare, anche con atti ufficiali, il volto più marcio delle nostre città. 200 è un numero qualsiasi, ma dopo quasi 20 anni di lavoro costante, ininterrotto, è per noi un simbolo che festeggiamo e che condividiamo con chi ci legge.

È il momento di guardarsi alle spalle, ricordare chi c’è stato al nostro fianco e quanto di buono è stato fatto finora. E magari sarà spontaneo accennare un sorriso orgoglioso. Una pubblicazione al mese dal 2002 ad oggi.

Contenuti sempre diversi, copertine sempre nuove, prime pagine prevalentemente col volto di grandi nomi del giornalismo, dello sport, della magistratura e del mondo dell’arte e dello spettacolo italiano. Come dimenticare l’appello di Raffaele Cantone a fare rete nei nostri territori, il timido sorriso di un campione come Marek Hamsik, l’impegno per l’ambiente di Sergio Costa prima che diventasse Ministro, la dolcezza e i ricordi struggenti di Alberta Levi Temin, sopravvissuta all’Olocausto, l’impegno nel mondo della scienza e della medicina di Andrea Ballabio, la lotta alla camorra di Sandro Ruotolo, l’irriverente intervista a Carlo Croccolo, l’ultima intervista a Luca De Filippo, la voce di Enzo Avitabile, la bellezza di Sofia Loren e Serena Autieri, il lavoro della magistratura raccontato da pm come Catello Maresca e Giuseppe Borrelli, il sorriso di Isa Danieli, la simpatia di Lello Arena, le battaglie di Erri De Luca e Roberto Saviano, i successi di Patrizio Oliva e Alessandro Siani, la cittadinanza onoraria di Napoli ad Alberto Angela, la musica di James Senese, le interviste impossibili a Totò, Massimo Troisi e Pino Daniele. Le partnership con il Teatro San Carlo e la Federico II.

Una carrellata di nomi che hanno rappresentato alcune delle nostre prime pagine, un piccolo segmento di quanto pubblicato in 17 anni di storia.

Duecento è un numero che non basterebbe per descriverci, ma è un momento di pausa per poter gioire di questo traguardo e iniziare a guardare sempre più lontano.

 

di Tommaso Morlando

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°200
DICEMBRE 2019

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