editoriale ercole

EDITORIALE – Con la forza di Ercole

Antonio Casaccio 03/07/2024
Updated 2024/07/03 at 12:04 PM
4 Minuti per la lettura

Un semidio. Ercole era il figlio del dio Zeus e della bellissima Alcmena, scelta dal dio dell’Olimpo per le sue qualità estetiche e per una fedeltà indissolubile. Nel sangue di Ercole scorreva la forza divina di suo padre e il temperamento umano della madre, un costante monito per far restare quel bambino così forte con i piedi per terra.

Ercole fin dalla gioventù deve combattere contro l’ira di Era, una dea così determinata a farlo fuori da rinchiuderlo in una stanza con due serpenti velenosi. Il piccolo Ercole iniziò a piangere e richiamò l’attenzione dei genitori, che restarono sgomenti davanti alla scena: il piccolo stava strozzando le due bestie e da lì a poco le avrebbe uccise.

Non c’è veleno né odio capace di fermare la forza di Ercole. Fu proprio in gloria alla sua forza che venne istituita la città di Herculaneum nel XII secolo a.C. La storia di quella gloriosa città venne però segnata dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. La violenza inedita dell’eruzione fermò il tempo in un istante, cristallizzandolo incalchi e resti che ci offrono uno spaccato delle nostre origini. Nulla poté fermare quella violenza trasformatasi in lava, magma e lapilli. Neanche quel semidio capace di fermare l’ira di Era poté arrestare la forza trascinatrice della Natura.

Il volto creato dal Maestro Christian Leperino ci offre lo scorcio della visione della fine di Herculaneum. Ercole ha il volto provato dall’esplosione, è frammentato come se anche lui avesse subìto la lacerazione del corpo. Il suo volto perde pezzi e questi vanno a sedimentarsi accanto ai corpi, divenuti cadaveri e poi calchi, dei cittadini che animavano l’antica città romana. Cosa vedi ora Ercole? Com’è che riesci a giocare nell’estro del Maestro Leperino?

È il mito che vive, in un’opera o in una pagina. Il mito è vivo più che mai e la sua forza è finalmente ritornata a far splendere il Parco archeologico di Ercolano. La storia è fatta di dei, semidii e uomini. Ad Ercolano è bastata una squadra. Il direttore del Parco archeologico Francesco Sirano è stato propulsore di un rinnovamento capace di implementare l’accessibilità al parco per tutti i cittadini. Gli ercolanesi sono tornati a camminare solcando la storia che li ha forgiati, godendo di spunti culturali e artistici che prendono vita con gli eventi in kermesse. Ercolano è rinata dagli scavi, dalla cenere, dalla disillusione che ci tiene bloccati qui al Sud. La copertina al Parco archeologico di Ercolano è anche un po’ un grido di liberazione da quelle scene indegne che ci caratterizzano in Campania, particolarmente in provincia di Caserta. La storia è bistrattata perché considerata poco “produttiva”, così assistiamo all’abbandono di parchi straordinari come quello di Atella. In questo magazine, di forte respiro culturale, abbiamo voluto dar spazio alle eccellenze storico-culturali presenti nei nostri territori: da Paestum alle Basiliche Paleocristiane di Cimitile.

Non serve la forza di Ercole per capire come far vivere questi pezzi della nostra storia, occorre solo una gestione politica nazionale e locale capace di avere una visione prospettica. Per dare significato alle cose bisogna studiare ed è questo che ci dice il direttore del Parco Francesco Sirano, ovvero che solo con la conoscenza possiamo individuare nuove modalità di fruizione delle opere storiche e artistiche. Bene allora ripartire dalla forza del Parco archeologico di Ercolano, solo con esempi positivi possiamo credere davvero in un cambiamento. Ce la possiamo fare, guidati dalla forza di Ercole.

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