Editoriale | Agosto 2020 – L’Italia riparte se riparte il Sud

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In questo periodo particolarmente complesso per il nostro Paese, stretto dalla morsa economica dettata dal covid, è necessario ricercare nella storia alcune risposte illuminanti. Per farlo partiamo da un periodo storico preciso: il trentennio d’oro italiano (1945-1975) culminato con il boom economico.

L’Italia divenne una delle prime potenze economiche mondiali, ma nei meriti di questo risultato spesso si fa poca attenzione al ruolo giocato dal Sud. Il Meridione, infatti, è stato parte integrante delle strategie di sviluppo della nazione, con la sua manodopera emigrata che ha reso possibile il balzo industriale del nord, con la costruzione di infrastrutture che hanno contribuito a far uscire dal Medioevo intere comunità isolate, con l’allargamento della sua base industriale e agricola.
Dopo la seconda metà degli anni Settanta del Novecento, si è però intrapresa un’altra strada scegliendo di concentrare lo sviluppo unicamente in una parte della penisola. È stata questa una decisione precisa e mirata, non una costrizione dovuta da esigenze e necessità. Il Sud è stato abbandonato a sé stesso e quando si è scelto di affidare alle Regioni la riduzione del gap tra Nord e Sud, esse si sono accentuate, perché nei territori arretrati all’autogoverno va affiancato un intervento forte dello Stato centrale.

Una lezione storica che non è ancora arrivata alle classi dirigenti nazionali che, nell’assenso generale, permettono la persistenza di un’incongruenza economica davvero imbarazzante: ben 20 milioni di abitanti, cioè il 34% del nostro territorio, vive in condizioni sociali, economiche e civili così dissimili da farla sembrare una nazione a parte.
La crescita dell’Italia deve passare necessariamente dallo sviluppo del Sud, il nostro Paese non puo’ continuare a rinunciare al secondo motore della sua economia. Un’altra narrazione è possibile? Certo, ma per scriverla vanno buttati alle spalle gli anni dell’ottuso rancore settentrionale e dell’antimeridionalismo sfrenato. Nel frattempo quel che rappresenta ancora oggi un’enorme ingiustizia sociale, viene bypassata dal dibattito politico e, soprattutto, da una sinistra che vede in questa lampante disparità un dato storico ineliminabile, quasi antropologico. L’occasione che potrebbe offrirci questa crisi e i fondi destinati all’Italia per il Recovery Fund, sta nel rilancio del Sud a beneficio dell’Italia intera. Solo con questa necessaria operazione l’Italia ritornerebbe a sedersi tra i leader dell’economia mondiale, in maniera ancor più solida del recente passato.

di Isaia Sales

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°208
AGOSTO 2020

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