anni. Il passaggio dall’adolescenza alla maturità, una crescita umana e professionale che ho vissuto giorno dopo giorno con l’entusiasmo di sempre e con l’immutata passione che mi ha legato a professionisti e persone straordinarie. Una redazione che sento di qualificare come una grande famiglia prima e un team di lavoro poi. 7 anni, tutti d’un fiato, sono tanti, soprattutto se tu di anni ne hai 23 e stai lasciando innanzitutto degli amici veri prima che dei colleghi. Il mio non vuole essere un addio drammatico (anche perché gli addii sono tutt’altro) però capirete bene che dal vivere tutti i giorni, e pure qualche notte fino all’alba, lo stesso posto in cui ti sei sempre sentito a tuo agio e le stesse persone con cui hai condiviso momenti importanti ed alcuni anche indimenticabili, al non farne più parte, il tutto non può ridursi ad una fredda stretta di mano. Termina qui la mia esperienza con Informare e in particolar modo quella di direttore responsabile, dopo 85 numeri consecutivi e centinaia di pubblicazioni cartacee ed online. In questa redazione sono entrato in punta di piedi e di Informare ho vissuto il grande cambiamento avvenuto nel 2014, i tanti miglioramenti quotidiani che rendono questo magazine degno della sua storia di 16 anni, i grandi nomi, volti e personaggi che sono diventati protagonisti delle nostre copertine, gli eventi e le iniziative da noi promosse, le manifestazioni, le denunce pubbliche, gli incontri con magistrati, artisti, medici e calciatori. Ricordo ancora la gioia di quando conseguii il tesserino di pubblicista a soli 19 anni e l’entusiasmo di quando mi furono affidati gli oneri e gli onori della direzione di questa redazione.

E sento di ringraziare profondamente la famiglia Morlando, soprattutto Tommaso ed Angelo, che mi hanno concesso l’opportunità di esprimermi, quella che manca a tanti giovani di oggi, o ai quali viene negata. L’opportunità che una realtà di frontiera come Officina Volturno riesce a garantire a chi ha voglia di impegnarsi in questo campo professionale, attraverso tre sani principi: libera informazione, cultura e legalità. Formare i giovani, gratuitamente e senza finanziamenti politici o di privati occulti: Informare è un esempio di operatività che potrebbe essere emulato ovunque in Italia, a differenza di quegli editori che corrompono l’informazione che propongono perché legati ad interessi ed impegni a cui non possono venir meno e che sfruttano i tanti colleghi animati dalla sola passione. Ed è per questo che mi sento di consigliare ai giovani che vogliono cimentarsi nel giornalismo di interfacciarsi con Informare, conoscere meglio questa realtà e magari decidere di farne parte. Qui l’opportunità, come dicevo, non viene negata a nessuno. Io dopo 7 anni mi sentirò sempre membro di questa famiglia e continuerò a dare il mio contributo esterno. Tuttavia, i cambiamenti nella vita avvengono per forza di cose. Io ho scelto di vivere alcune mie esperienze all’estero: prima Varsavia, poi Madrid e a breve Barcellona. E in virtù di queste scelte ho ritenuto giusto lasciare ad altri l’opportunità di ambire al ruolo di direttore e diventare un riferimento costante in redazione, come spero di esserlo stato io per i tanti ragazzi con cui abbiamo lavorato. Le emozioni più belle a volte si possono scrivere, altre si conservano nel cuore. Chi è passato per questa casa ha segnato inevitabilmente la mia vita rendendo questi 7 anni semplicemente indimenticabili.

di Fabio Corsaro

Tratto da Informare n° 185 Settembre 2018

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