Era il 2013 quando venne annunciata la chiusura di Edenlandia per fallimento, e ci sono voluti più di 5 anni per riconsegnare a Napoli il suo parco divertimenti, tra insidie, problematiche, investimenti vari e iter burocratici. Lo scorso 25 luglio, infatti, Edenlandia è stata inaugurata e ha ufficialmente riaperto i battenti. Sorge sempre a Fuorigrotta, nella zona adiacente alla Mostra d’Oltremare. Si tratta di un complesso che ha integrato e in parte modificato l’ossatura della struttura precedente e proprio come è stato in passato, sin da subito, il parco è tornato ad essere un importante polo attrattivo per ragazzi, bambini e famiglie. Solo all’inaugurazione erano presenti quasi 5mila persone.

Edenlandia è stato il primo parco a tema ad essere aperto in Europa, nel 1965. Oggi in totale presenta 23 attrazioni. Il simbolo resta il famoso castello di Lord Sheidon, bianco e blu ammirabile all’entrata prima di proseguire verso il palco, adibito per le ospitate e gli spettacoli e il complesso vero e proprio. Le attrazioni nuove sono 13 tra cui l’“Astronave ranger con giro a 360 gradi”, la “Torre a salita accelerata”, le restanti sono ancora inagibili perché appartenevano al progetto precedente e quindi sono in attesa di collaudo e autorizzazione.

Ad arricchire ancora di più il complesso sono i 15 punti di ristoro, adibiti con stand sparsi per il parco. Alcune famose catene come Old Wild West e Queen’s Chips e soprattutto altri importanti nomi Made in Campania: da Casa Infante a Mario Tortora e Bakery&Love che si vanno affiancare al chiosco della famosa graffa di Edenlandia, ulteriore simbolo del parco, gestito sempre da Casa Infante.

Stando al nuovo regolamento, il semplice ingresso è gratuito, mentre a pagamento è ovviamente l’accesso alle giostre, che viene effettuato attraverso la “Edencard”, una carta ricaricabile anche online. Il ricavato del parco per il 10% sarà devoluto al Santobono mentre per il 5% all’Unicef.

Edenlandia oggi si presenta come un progetto ancora incompleto e operativo solo in parte. Le attrazioni più divertenti e per i più grandi, come anche i tronchi, sono ancora in stand-by, ma rispetto a tutte le problematiche susseguitesi in questi 5 anni, che hanno portato anche a mettere in discussione la riapertura, è già un importante punto di arrivo. Al di là del fatto che i miglioramenti da apportare sono ancora tanti e le attrazioni da aprire pure, adesso quello che conta è l’operatività di un parco legato alla storia di Napoli che è mancato già per troppo tempo e che se gestito bene potrebbe tranquillamente inserirsi tra le attrazioni più importanti e conosciute di Napoli.

di Mara Parretta

Tratto da Informare n° 185 Settembre 2018