“Ecco come siamo intervenuti sul problema roghi”
Intervista al Ministro Sergio Costa

Anche questo 2018 ha portato con sé un’ondata di incendi, quelli più pericolosi accaduti proprio nel casertano, dove a bruciare spesso sono stati impianti destinati al trattamento dei rifiuti. La mano criminale è costantemente dietro l’angolo e molti si chiedono quali siano effettivamente gli interventi del governo gialloverde per arginare questo fenomeno.

Ministro, gli impianti continuano a bruciare, com’è possibile che vi sia un tale deficit nella videosorveglianza e cosa fa il governo per combattere questo problema?

«Che ci siano dei problemi è un fatto oggettivo dato che non c’era, e sottolineo “non c’era”, l’obbligo per quelle ditte che lavorano i rifiuti di dotarsi di sistemi di sicurezza particolari e pensare a cosa fare in caso di incidente rilevante. Parlo all’imperfetto perché adesso c’è: all’art. 26 del decreto sicurezza, ora legge dello Stato, abbiamo fatto approvare l’obbligo, per tutti quelli che lavorano rifiuti in termini ampi, di dotarsi di un adeguato sistema di tutela ambientale interno, penso alla videosorveglianza. Parliamo di un vero e proprio piano da depositare alla Prefettura di quel territorio, ed esternamente preoccuparsi con un piano di tutela ambientale in caso di incidente rilevante. Non esisteva prima nella storia delle norme italiane, oggi esiste ed è già legge dello Stato».

Quale sarà la pena?

«Entro 90 giorni tutti i soggetti che lavorano nel mondo dei rifiuti saranno obbligati a dotarsi di questo sistema di sicurezza, pena: non possono esercitare l’attività. Credo che vada nella direzione di tutelare la terra dei fuochi».

Che idea si è fatto della criminalità dietro questi incendi?

«Sicuramente l’incendio occasionale ci può stare, ma quando parliamo di tanti incendi, più di 300 in poco meno di tre anni, significa che c’è l’intervento criminale. Ora, di che tipo di criminalità sia se ne occupa l’attività giudiziaria e non mi permetto di intervenire, ma sicuramente c’è una mano criminale anche di tipo strutturale. Come ho dimostrato, si sta cominciando finalmente in modo concreto a metter mano per garantire la sicurezza attiva e passiva, qualora accada l’incidente rilevante. Poi, ovviamente c’è tutto il tema della prevenzione che rientra nella norma che stiamo scrivendo e che verrà presentata per fine gennaio, si chiamerà “Terra Mia”».

Si è parlato molto dei “professionisti della terra dei fuochi”, lei si sente uno di quelli?

«Io sono un servitore dello Stato, sono felicemente un professionista del servizio allo Stato».

Dopo “Terra Mia” di cosa si occuperà il Ministro dell’ambiente?

«Cominciamo a farla funzionare, mica niente! Le leggi si scrivono, ma poi bisogna farle funzionare».

Queste le parole del Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, fiducioso nell’applicazione della nuova norma. Noi abbiamo sempre sostenuto il suo lavoro da Generale dei Carabinieri e, oggi più che mai, come Ministro, continuiamo a farlo. Riponiamo la stessa fiducia e speriamo di trovare riscontro circa la denuncia esposta dal nostro giornale per l’inquinamento dei Regi Lagni. Oltre questa problematica, di cui si occuperà certamente l’autorità giudiziaria dopo il nostro esposto, ciò che possiamo continuare a raccontare è un territorio che continua a subire veri e propri attentati da parte di un consolidato sistema corruttivo-camorrista.

di Antonio Casaccio
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