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Le Ebbanesis, ovvero il duo musicale femminile composto da Viviana Cangiano e Serena Pisa si sta confermando nel panorama musicale italiano come una ventata d’aria nuova ricca di virtuosismo e capacità interpretative innate. Dal web alla Mostra del Cinema di Venezia, il successo tutto partenopeo delle “sisters” partenopee.

Come nasce il vostro nome Ebbanesis  e soprattutto il vostro connubio artistico e la vostra amicizia?

«ll nome si ispira alla parlesia, un linguaggio in codice che i musicisti usavano in passato per non farsi capire. Serena voleva qualcosa che richiamasse alla parlesia o a qualcosa di popolare nel nome del duo; io qualcosa di più pop. Anche in questo caso, come facciamo con le voci sempre in “armonia”, abbiamo unito le esigenze di entrambe. Tra i vari termini della parlesia quello che più ci ha colpito è stato “ ‘e ‘bbane” che significa: i soldi, la paga e ci piaceva legato a Sis, il diminutivo di Sisters.

Ebbanesis confonde forse, ricorda qualcosa di esotico, un fiore. Con questo non significa che siamo le Sorelle dei Soldi, ma chissà… potrebbe augurarci un po’ di buona fortuna. La nostra amicizia nasce prima di mettere in piedi questi progetto: ci siamo conosciute ai tempi del liceo e poi rincontrate circa 6 anni fa, e da lì è nato un vero e proprio rapporto d’amicizia, lavorando insieme ad alcuni progetti teatrali, o anche uscendo il sabato sera come fanno due semplici amiche. Passavamo molto tempo in macchina a cantare e a giocare con la musica e da giugno 2017 abbiamo deciso, senza neanche metterci poi così tanto a tavolino, di aprire una pagina Facebook». 

Un fenomeno musicale nato inizialmente su Youtube e poi incredibilmente seguito da concerti e live. Come è stata la vostra prima volta davanti una webcam e invece davanti ad un pubblico reale?

«Il nostro progetto in realtà nasce su Facebook, infatti ancora oggi è il contesto in cui ci sono maggiori riscontri. Facciamo questo mestiere di attrici e cantanti da prima che nascesse il duo, in realtà il brivido del palco lo conosciamo da un po’ di tempo. È questo progetto che nasce prima sui social e poi sottoforma di concerti live, anche se abbiamo iniziato a lavorare subito, dopo solo un mese dalla nascita della pagina. Beh, le emozioni tantissime, le soddisfazioni altrettanto, le belle esperienze pure, insomma non ci possiamo lamentare  assolutamente. Abbiamo un pubblico davvero speciale che ci sostiene tantissimo e noi questo lo avvertiamo sotto tutti i punti di vista». 

Il vostro bagaglio musicale è enormemente vasto, soprattutto nella riproposizione di cover della canzone partenopea e non solo. Quali autori e band preferite in assoluto e come scegliete i brani da riproporre?

«Noi preferiamo tutto ciò che ci diverte, tutto ciò che amiamo e su cui è possibile lavorare in base alle nostre possibilità, anche se a volte badiamo poco ai nostri limiti: basta pensare alla nostra versione di Bohemian Rhapsody dei Queen tradotta in napoletano e appunto eseguita due voci e chitarra.  Non c’è un preciso criterio con cui scegliamo i brani, ce li proponiamo a vicenda: se ci piace, se ci diverte e ci sembra una buona idea anche da inserire nei nostri live, ci lavoriamo e registriamo un video». 

L’incontro con Maurizio De Giovanni e il progetto Serenvivity. Raccontateci queste due esperienze…

«Due anni fa, si può dire all’inizio di questo nostro percorso in duo, ci contattó una delle collaboratrici di Maurizio De Giovanni. All’inizio pensavamo fosse un fake ma allo stesso tempo eravamo molto contente di questa telefonata. Ebbene sì,  ci ha volute come interpreti musicali durante le letture del suo all’epoca ultimo romanzo “Rondini d’inverno” chiedendoci di cantare per l’occasione “Rundinella” , canzone che tutt’oggi è presente nella nostra scaletta e che abbiamo inciso nel nostro primo disco “serenvivity”, esperienza molto interessante perché guidate e prodotte da musicisti di alto livello quali Mario Tronco, Pino Pecorelli e Angelo Luongo (Orchestra di Piazza Vittorio). Abbiamo cominciato bene, anche perché i musicisti dell’orchestra di piazza Vittorio sono prima di tutto amici, conosciuti prima di incidere il disco. (Viviana: abbiamo fatto una tournée lunghissima con lo spettacolo “Carmèn” con la regia di Mario Martone)».

Siete tornate da poco da Venezia dalla 79sima Mostra del Cinema insieme a Mario Martone regista del  “Il sindaco del rione sanità”. Come nata la colonna sonora (Rione Sanità), insieme all’autore delle musiche e del brano Ralph P. e quali sensazioni vi ha regalato la città lagunare?

«Una delle emozioni più belle, il festival di Venezia. È stato un piacere e un onore essere chiamate a rivisitare la colonna sonora del film “il sindaco del Rione Sanità” (premio Leoncino d’oro a Venezia). Il brano e tutte le musiche del film sono state scritte e musicate da ralph p. (Raffaele Buonomo) un artista sul quale fare molto affidamento, oltre che un amico.  (Viviana): per me è stata una doppia emozione, perché oltre ad avere l’onore di rivisitare insieme a Serena il brano colonna sonora, ero lì in anche in qualità di attrice: insieme a ralph p, faccio parte del cast degli attori. Spettacolo che è stato prima portato in tutti i teatri nazionali di italia durante una tournée di 5 mesi e più , e poi abbiamo girato il film. Vederlo dunque, sullo schermo del festival di Venezia, dopo averlo visto nascere a tavolino al Nest-napoli est teatro- è stata una gran bella emozione che non dimenticherò mai».

                                                                                                                                                          di Sergio Cimmino

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