È un’estate diversa con un tormentone in più

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Eppure. Siamo stati bravi durante questa pandemia che sta ancora mettendo a dura prova alcune aree del mondo. Numerose le scritte “andrà tutto bene”, “medici eroi”; i messaggi in tv che suggerivano di seguire le indicazione per prevenire il contagio.

Sembra essere passato tanto tempo invece è trascorso solo qualche mese da quando eravamo impauriti e attenti ad ogni minimo gesto, ogni spostamento. Così come con lo sguardo attento di un fotografo sembra apparire tutto come prima e in alcuni casi nella idea comune “tanto all’aria aperta non succede niente” si ritorna a stare tutti insieme spensierati a goderci “un’estate libera” ma con un accessorio in più: la mascherina. “La metto o non la metto? ; ma la porto dietro forse mi può servire?”.

Eppure. Non sono ancora del tutto convinto di quale sia il più corretto comportamento in pubblico in questa fase dopo aver rispettato il distanziamento sociale ma una cosa è certa che la rigidità di applicazione delle prescrizioni anti-COVID non pare essere più percepita. Ma solo pochi giorni sono passati da quando il titolare del ministero della Salute, il ministro Roberto Speranza, illustrava in Parlamento il provvedimento che proroga le misure in scadenza per far fronte all’emergenza Covid-19 e invitava a “non abbassare la guardia” e a seguire tre semplici regole: uso delle mascherine nei locali e in situazioni a rischio assembramento, il distanziamento sociale e il frequente lavaggio delle mani.

Ma intanto. Si deve ancora decidere sull’estensione dello stato d’emergenza, ipotesi annunciata dal premier Conte ma ancora non discussa nel Consiglio dei Ministri. Per ora ad essere bloccate sono le rotte dei voli da diversi Paesi verso il nostro con lo scopo di evitare nuovi focolai da importazione della malattia. E i dati della pandemia registrano alla giornata del 16 luglio un incremento di 20 morti, 230 guariti e 230 casi totali in più dall’inizio dell’emergenza.

Ma intanto. Era giusto ripartire perché già rilevanti sono i danni che l’emergenza sanitaria ha fatto registrare sulla nostra economia che non già si presentava con una postura da far bella impressione. Ed allora soprattutto per chi attendeva la stagione estiva per poter recuperare le sorti delle proprie aziende è stato un nuova sfida da affrontare seppur con una serie di problematiche da non sottovalutare. D’altronde se non posso correre, meglio camminare piuttosto che restare fermo!

Eppure. Nella nostra veloce contemporaneità pare che anche le immagini forti di un Paese bloccato dei mesi scorsi rischiano di essere cestinate per lasciare spazio a nuovi sogni da raggiungere, nuove relazione da vivere…nuove esperienze. Ma non sarebbe il caso di avere un po’ più di prudenza, un maggiore senso critico e una maggiore educazione sociale in più senza che ci  sia imposta da norme dello Stato? D’altronde in ogni caso il rischio di tutto ciò sarebbe solo quello di evitare il peggio. Quindi senza controindicazioni.

Eppure. Ci saranno gli ultimi falò estivi in riva al mare e con un pizzico di sguardo al futuro per l’autunno in arrivo e per il ritorno tra i banchi di scuola ci sarà forse anche una riflessione sull’eventuale e speriamo no ritorno del famigerato virus.

Ma intanto. “Dopo questa emergenza nulla sarà come prima”. E’ vero ma per sapere come sarà non ci resta che aspettare e lasciare che sia la storia a giudicare i fatti. Meglio o peggio si vedrà ma l’importante avere pronta la mascherina, non si sa mai! Per il momento non ci resta che osservare una bella cornice di un quadro che a piccoli passi tenta di ricomporsi.

di Antonio Di Lauro

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