«Sono partita dall’immagine dei miei nipotini e dai loro piedini scalzi. Mentre li osservavo ho capito che l’unica cosa che avrei potuto donare loro erano parole della mia vita». È così che Marilena Lucente, pacata e dolce scrittrice casertana ma di sentite origini pugliesi, presenta il suo nuovo libro: ‘’e poi torna alla luce con i suoi canti’’, pubblicato dalla casa editrice AnimaMundi. Un lavoro intimistico che ha voluto regalare agli altri.
La ripresa, nel titolo, di un verso a Marilena tanto caro, di un poeta a lei tanto caro: Ungaretti.
‘’E poi torna alla luce con i suoi canti’’, infatti, vuole essere un viaggio nel profondo, un aver voluto scrivere della propria vita con occhio critico e cuore attento, lasciando talvolta trapelare le emozioni più profonde.

Marilena Lucente, tocca i temi più semplici e più comuni, si sofferma sui ricordi d’infanzia e gli insegnamenti della nonna, la famiglia e la preziosità dell’essere mamma, la figura di un padre che non c’è più fisicamente ma che non smette di essere presente.
E ancora si parla di musica e di poesia, di sogni e di desideri, di radio e di libri. Un aver scandito dolcemente i punti principali di una vita vissuta che necessita di essere raccontata. In una scelta definita, da qualcuno, azzardata Marilena ha dimostrato la grandezza della sua penna. 

«Questa in realtà era una scrittura privata»-dice Marilena–  «Ho iniziato a scrivere l’estate scorsa in un momento molto impegnativo e di passaggio della mia vita, erano successe cose importanti e nella semplicità e nella verità mi sono trovata ad avere l’immagine da cui partire».
 

È il 30 settembre quando Marilena, circondata dai suoi affetti più cari, dagli amici di sempre e da volti meno noti, presenta il suo libro per la prima volta in Campania, alla libreria Feltrinelli nel cuore di Caserta. Marilena Lucente ci racconta del suo amore per i libri, di quando all’età di sette anni nel ricopiare una filastrocca ha scoperto che quella sarebbe stata la sua strada e il suo mondo. Oggi però non vuole che si smetta di sognare e, come in una lezione al liceo, racconta l’etimologia della parola ‘’desiderio’’. «Il desiderio è l’attesa, anzi la conferma che qualcosa ritorni. Soffiare, lanciare la monetina… solo quello che ritorna è il tuo vero desiderio».

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