E-Health: i farmaci digitali come nuova frontiera per la cura di malattie

12
informareonline-e-health-farmaci

Nella nostra società da diverso tempo la tecnologia si sta conquistando uno spazio importante nella vita quotidiana con la possibilità, per gli esseri umani, di essere facilitati in alcune delle attività che li vedono impegnati.

Ma non senza controindicazioni. Uno specifico approccio richiede argomentare l’uso dei dispositivi tecnologici da parte dei più piccoli: non solo gli smartphone o videogame, ma anche quelli utilizzati per la mobilità come gli “hoverboard”.

Questi ultimi sarebbero stati indicati dai pediatri italiani come la possibile causa della fragilità dei più piccoli e della sedentarietà.
Premetto che personalmente sono dell’avviso che, ad una sfida digitale, suggerirei di fare sport nel parco o di appassionarsi ad uno specifico allenamento, poiché ciò ti porta a stare con gli altri e questo sarebbe per la loro crescita un’ottima palestra.

Ma sin dagli anni duemila ci sono diversi studi, come quelli condotti dalla società Akili Interactive Labs Inc. (una società di medicina digitale che porta avanti progetti molto interessanti) che combinano il rigore scientifico e clinico con l’ingegnosità dell’industria tecnologica, per reiventare la medicina.

In pratica, la società fornisce trattamenti digitali per attività terapeutiche dirette, erogate invece che con sostanze chimiche, attraverso esperienze di gioco basate su videogiochi d’azione di alta qualità.

Una serie di prodotti che sono in fase di sperimentazione al vaglio della FDA (Food and Drug Administration) per trattare deficit cognitivi e migliorare i sintomi associati a patologie neurologiche e psichiatriche, tra cui disturbi come iperattività, disturbo depressivo maggiore (ADHD) ma anche disturbi dello spettro dell’autismo.

Come dire, il giusto impiego dei giochi che, attraverso il divertimento ed il coinvolgimento dei pazienti, sulla base di piani personalizzati, possono aiutare a superare malattie che prima si potevano curare solo attraverso assunzione di farmaci tradizionali.

Le soluzioni sono state sviluppate con la collaborazione tra neuroscienziati cognitivi e designer famosi nel campo dell’intrattenimento.

In questo senso le aziende farmaceutiche guardano al tema con interesse per la possibilità di incrementare i livelli di aderenza alle terapie, tanto che l’agenzia healthware (agenzia italiana specializzata nello sviluppo di proposte legate all’ e-Health) dalla cui fucina sono passate esperienze italiane come la start up Brave Position che ha inventato, finanziato e prodotto l’App Super Poteri.

Italiani sono anche i creatori di TOMMI, un gioco che propone esperienze di realtà virtuale per aiutare i pazienti oncologici pedriatici che, purtroppo, sono circa 300mila all’anno.

Tommi aiuta ad affrontare meglio il lungo percorso di cure e a migliorare la qualità dell’ospedalizzazione. Insomma, un modo nuovo di affrontare le malattie dei giovani pazienti che, in qualche modo, compensano anche gli abusi degli e-game che si registrano nel modo preadolescenziale.
Sono certo prevarrà il buon senso confidando in genitori che sapranno dare il giusto tempo per i giochi da camera rispetto a quello all’aperto e con gli altri coetanei… magari lasciandoli giocare anche se dovesse piovere.

di Antonio Di Lauro 
TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°194
LUGLIO 2019

Print Friendly, PDF & Email