Il 23 Maggio del 1992 ero di servizio a Caserta. Quel giorno, dopo tanti anni vi era la visita del Santo Padre, Papa Woitila, in Terra di Lavoro. Ricordo i giardini antistanti la Reggia di Caserta stracolmi di gente, uomini, donne, bambini e giovani, tanti giovani, che erano giunti da tutta la Campania per quel giorno storico.

Era un giorno di festa, per tutti, anche per noi, Carabinieri e Poliziotti che presidiavamo il luogo dell’evento per un grande e attento servizio di Ordine Pubblico.

Ad un certo punto, nel mentre si avvicinava il Santo Padre al luogo dell’incontro, il brusio della Piazza incominciò a smorzarsi, si affievolì all’improvviso, sino a diventare di un silenzio surreale. Cosa stava accadendo?

Giunsero le prime notizie che in un’altra terra, caldissima a livello criminale come lo era allora Terra di Lavoro, in un’altra Regione, la Sicilia, nelle vicinanze di Palermo la mafia aveva compiuto una strage, facendo saltare in aria tre macchine blindate, polverizzando la vita di un Magistrato, Giovanni Falcone, della sua compagna e degli uomini della scorta.

Rimanemmo attoniti, quasi persi, sbandati, ci guardammo cercando un punto di riferimento tra di noi, una conferma, una smentita, che non giunse MAI. Era tutto vero e piansi, insieme a tanti colleghi che avevo vicino a me. Fummo colti da tanta rabbia. Capimmo la gravità della situazione e io in cuor mio piansi due volte essendo figlio di unì’Ispettore della Polizia di Stato.

Quel giorno di festa per Caserta, per la sua città, per la sua Provincia, passò in secondo piano. La visita del Papa, fu a ricordo quasi un tocca e fuggi.

Io non ho dimenticato. Quel giorno così triste, dentro di me non è stato mai cancellato.

Abbiamo il diritto e il sacro santo dovere di non dimenticare.

Loro non dovranno mai essere dimenticati. In primis Giovanni Falcone, la sua compagna ma anche i ragazzi della sua scorta, uomini straordinari che sapevano di essere così vicini alla morte tanto da non pensarci perchè sapevano di andare incontro ad un altissimo sacrificio, morale, civile, giuridico e sociale, ricco di valori, valori che la mafia, la camorra, la ‘ndrangheta non hanno mai conosciuto e non avranno MAI la possibilità di conoscere.

di Antonino Calopresti