Il 14 novembre scorso, Piazza Maggiore a Bologna è risuonata dello slogan unanime “Bologna non si lega”

Bologna non si lega

Lo scorso 14 novembre, una folla di 15000 persone ha affollato Piazza Maggiore, a Bologna, facendo risuonare il grido unanime #Bolognanonsilega.

Lo slogan nasce dalla necessità di opporsi alla candidatura, da parte della Lega, di Lucia Bergonzoni a presidente della regione Emilia Romagna per il partito.

Movimento strettamente regionale, dunque, tuttavia spopolato in maniera inaspettata in tutta Italia. Da Nord a sud, è l’Italia intera a non legarsi: Modena, Firenze, Roma, fino a raggiungere la Campania. Sarà Sorrento la prima città a risuonare all’unisono, il prossimo 21 novembre, in occasione della visita di Matteo Salvini, forte dello slogan “Sorrentononabbocca. Seguirà a ruota Napoli, in fibrillazione per il prossimo 30 novembre.

Napoli non si lega

L’evento nasce, in realtà, in opposizione alle politiche di destra, soprattutto della destra del nostro tempo. Arrabbiata, feroce, continuamente incentrata sull’incitazione all’odio e alla paura per il diverso da sé.

Il manifesto recita: “Flash mob per partecipare, per contarci, per far nascere una nuova speranza contro le destre. Nato a Bologna da un gruppo di quattro amici, il flash mob “Sardine” ha radunato il 14 novembre in Piazza Maggiore 15mila persone.

Ci vediamo a Napoli, in Piazza del Gesù Nuovo sabato 30 novembre alle ore 19:00, perchè anche NapoliNonSiLega. Nessuna bandiera politica. Nessuno slogan offensivo. Portate con voi una sardina disegnata o creata come preferite”

Perché Sardine?

Il nome di questo nuovo “movimento” che nelle ultime ore si sta diffondendo a macchia d’olio ha un doppio significato. Allude metaforicamente al silenzio dei pesci, che gli ideatori bolognesi vogliono contrapporre alle urla dei politici che contestano, ma ha anche un significato più pratico. Riempire una piazza, infatti, significa star stretti come sardine.

“Le piazze fanno paura

Perché sono piene di gente

Perché sono libere”

Riempire le piazze è, forse, l’unico modo per difendere una conquista sacrosanta: la democrazia.

di Teresa Coscia

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