Coco Chanel

Dopo 52 anni, Coco Chanel è ancora una rivoluzione

Chiara Del Prete 10/01/2023
Updated 2023/01/10 at 11:30 AM
9 Minuti per la lettura

A distanza di più di mezzo secolo dalla sua scomparsa, la fama del suo nome continua a rafforzare. Coco Chanel figura unica e idolatrata, dalle origini umili ha tratto la forza per la rivalsa che fin da bambina desiderava. Ha rivoluzionato il concetto di femminilità creando regole di stile e comodità. Una vita importante, costellata d’incontri e idee iconiche. Ripercorriamo il percorso di Chanel fino a conquistare l’immagine che tutt’ora esiste di lei attraverso le qualità che l’hanno contraddistinta.

Nascita ed esordi

Gabrielle Bonheur Chanel rimase orfana di madre e venne abbandonata dal padre. In orfanotrofio imparò l’arte del cucire grazie all’insegnamento delle suore. Nelle sue collezioni future si percepirà sempre l’influenza della vita monacale delle sue insegnanti. Basti pensare al ricorrere del bianco e nero o all’austerità dei capi.

Compiuti diciotto anni, iniziò a lavorare come commessa in un negozio di biancheria e maglieria. Contemporaneamente intraprese una breve carriera da cantante in un locale. Il soprannome Coco deriva dalla canzone Qui qu’a vu Coco?, in cui Gabrielle era solita esibirsi. La prima svolta nella vita di Gabrielle avvenne con l’incontro del suo primo amante e finanziatore nel 1904.

La prima relazione significativa per Gabrielle è con Étienne de Balsan, figlio di imprenditori tessili e ufficiale di cavalleria. Era un appassionato di cavalli e di corse, per tal motivo Chanel passava molto tempo nelle stalle ed imparò a cavalcare. Forse è proprio per l’avvicinamento alla vita equestre che le venne l’ispirazione dei pantaloni da cavallerizza e le cravattine lavorate a maglia.

Nonostante Balsan non comprendesse le aspirazioni di Chanel, la assecondò sostenendola finanziariamente. Nel 1909 Chanel iniziò la sua carriera realizzando cappellini. All’epoca vigevano cappelli sontuosi con piume, difficili da indossare. Quelli ideati in paglia da Chanel, con fiori in raso fin troppo semplici, destarono scalpore. Grazie alle amicizie di Balsan, Chanel si assicurò la sua prima clientela.

Il fiuto per il successo

Grazie alla riuscita dei capricapoi, nel 1910 apre la sua prima boutique. Qui si radicano le basi del suo marchio elitario. Due anni dopo, l’intuito secondo cui le stazioni balneari avrebbero riscosso successo la porta ad inaugurare una seconda boutique a Deauville. In seguito tocca a Biarritz, altra località ben presto in voga, dove inaugura la sua Maison nel 1915.

Gabrielle Chanel si stabilì nel 1918 al 31 di rue Cambon, a tutti gli effetti il primo vero negozio della maison. Oggi  cuore pulsante del marchio, ospita boutique, saloni di alta moda, lo studio, gli atelier e la nota scala, arricchita da specchi in puro stile Art Déco. Da modista diventa un’imprenditrice e nel 1921 lancia Chanel N°5. Primo profumo di una stilista, rivoluziona i codici della profumeria del tempo con la sua fragranza e un flacone dalle linee essenziali.

Tra i tanti colpi di genio di Coco c’è il tubino nero. Per i benpensanti è uno scandalo, l’abito nero portato al di fuori dei periodi di lutto era considerato inopportuno; inoltre il rigore del vestito venne al tempo intrapeso come una provocazione. Nelle intenzioni di Gabrielle si trattava di un’idea riuscita: un abito adatto a tutte le donne per qualsivoglia occasione.

Nel 1932 dà vita alla collezione di gioielleria “Bijoux de Diamants”, sconvolge il mondo ovattato della gioielleria perché con la sua modernità spazza via quanto realizzato fino ad allora. Una donna d’affari intuitiva, con un innato istinto a suo favore, la prima con il suo profilo a creare un’azienda indipendente e d’interesse internazionale.

L’emancipazione personale

Conosce e comprende l’importanza della libertà. Nella sua vita personale, Gabrielle Chanel è indipendente negli affari. I primi anni accettò l’aiuto economico di Boy Capel, altro suo amante ed amore della sua vita. Tuttavia Gabrielle tenne a restituire il capitale ricevuto. Una questione di principio, ma non solo: quasi un istinto di sopravvivenza volto a non dipendere da nessuno e restare assolutamente libera.

Proprio l’esigenza di libertà la porterà ad acquistare ville nei pressi di Parigi e sulla Riviera francese. Compra quindi proprietà immobiliari per essere libera e indipendente: uno degli esempi più belli che ha regalato alle donne.

L’equitazione, passione condivisa con più di un amante, la porta a realizzare pantaloni da donna. Così nel 1930 vestiva pants marinière e portava capelli corti. Gabrielle Chanel non seguiva la massa, si distingueva. Era distante dall’omologazione e visse una vita all’insegna delle attività sportive.

Praticava sport e svaghi che riempivano il suo tempo libero come golf, sci, yachting, pesca. Queste attività sono la fonte d’ispirazione di uno stile che, pur non chiamandosi ancora “sportswear”, ne anticipa la tendenza. In primis ha inventato l’abbigliamento sportivo per sé stessa, non perché altre donne facessero sport, ma perché lei ne faceva. «Ho determinato la moda perché facevo vita mondana, perché io per prima ho vissuto al ritmo del secolo» ammise lei stessa.

Lo sguardo al futuro

Il jersey, la marinière, il tailleur, la giacca in tweed, il twin-set in maglia, il tubino nero, la scarpa bicolore, la borsa a tracolla in pelle trapuntata, le collane di perle. Gabrielle Chanel inventa un’allure e scrive le proprie regole di stile, divulgando, creando un forte punto di riferimento per la moda contemporanea.

La sua visione di un abbigliamento lineare, sobrio ed essenziale si fonda sulla libertà di movimento delle donne nel quotidiano. Il suo istinto la aiuterà a conquistare l’America e a farsi conoscere nel mondo. Nel 1931 accettò di lavorare a Hollywood e di vestire le attrici americane perché come lei stessa spiegò: “È attraverso il cinema che oggi si può imporre la moda”.

Rapporti e vita sociale

Attratta dall’arte, dalla cultura, creatrice di abiti per teatro, balletto e cinema, fervente lettrice, appassionata all’arte barocca, con tali interessi Gabrielle Chanel strinse forti legami di amicizia con numerosi artisti. Misia Sert, la sua più cara amica, la introduce in un mondo effervescente. Insieme frequentano Stravinsky e Dalí. Gabrielle Chanel sostenne economicamente Djagilev e disegnò lei stessa i costumi del suo balletto “Le Train bleu”. Per Cocteau immaginò gli abiti di scena di “Antigone”, “Orfeo” ed “Edipo re”. Quanto a Stravinsky, lo accolse e ne sostenne l’opera musicale.

Infine, nel 1938 Gabrielle Chanel prestò a Salvador Dalí la villa La Pausa per oltre sei mesi affinché potesse lavorare a un’esposizione di dipinti da esporre a New York l’anno successivo.

La sua cerchia di amici intimi include personalità quali Picasso, i poeti Pierre Reverdy e Max Jacob e lo scrittore Paul Morand. Aiuta i nuovi talenti ad emergere mettendoli in contatto con la sua rete di amicizie e conoscenze.

L’avanguardia

Infrangere i codici, abolire le frontiere tra i generi per scrivere un futuro classico della moda unendo maschile e femminile. Gabrielle Chanel osò tutto. Adottò il tweed dal guardaroba maschile, rese il jersey un materiale desiderabile, immaginò pigiama da spiaggia, abiti che celano il punto vita.

Affermava le sue idee, prediligeva il nero,scarpe con punta a contrasto. Trasgressiva nello stile, nella moda e nella personalità. Subì la forte concorrenza di Schiaparelli e Vionnet e non si arrese. La sua eredità è uno stile universalmente considerato, sinonimo di raffinatezza femminile.

Il suo creare ha visto seguirle Karl Lagerfeld, fedele continuatore della filosofia stilistica di Chanel. Dopo di lui, Virginie Viard è l’attuale direttore creativo. Il nome della maison è potente come lo era la sua fondatrice, desta continua desiderabilità e non incontrata battute d’arresto.

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