Comitato Don Peppe Diana e Libera: non ci rassegniamo alla corruzione

Comitato Don Peppe Diana e Libera: non ci rassegniamo alla corruzione

Ci avevano fatto credere che le bonifiche non partono perché non ci sono soldi necessari. Avevamo sperato che prima o poi l’emergenza della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti, sarebbe finita. Avevamo pensato che dopo tutti gli allarmi lanciati a difesa dell’ambiente e della salute, sarebbe arrivato il buon senso.

L’inchiesta firmata da Fanpage, fa emergere uno spaccato della gestione dei rifiuti nella regione Campania che si sperava fosse rimasto nelle pagine buie del passato e che invece dimostra come la tutela dell’ambiente e della salute venga sacrificata ancora una volta al dio denaro.

Ora, abbiamo l’assoluta e amara certezza che la nostra classe politica multicolore e multispirata a valori di difficile individuazione, continua a giocare sulla nostra pelle. Non solo camorra, ma impresa criminale e costole della politica deviate, professionisti che si prestano ad operazioni inquadrate in uno squallido scenario di corruzione.

Ambiente, bonifiche e salute sono diventati il grande Monopoli di faccendieri e delinquenti in giacca e cravatta. Il tentativo di stringere le maglie della legalità nei meccanismi degli appalti e una nuova coscienza civica non sono, evidentemente, serviti a sconfiggere quelle prassi che hanno dilaniato la nostra terra, provocando morte ed inquinamento.

Gli atavici problemi legati allo smaltimento dei fanghi provenienti dagli impianti di depurazione, già anni fa sequestrati per il malfunzionamento e per i danni arrecati al litorale domitio, quando verranno risolti se la classe dirigente chiamata a farlo è quella che emerge dall’ inchiesta di Fanpage? Com’è possibile che ci si riempia la bocca di sviluppo sostenibile e intanto si continui ad agire per alimentare il buco nero di smaltimenti illeciti? E che senso ha spostare la Terra dei fuochi dalla nostra regione a quelle vicine, come Puglia e Basilicata, o all’estero, nei paesi della ex Unione sovietica?

I soldi che entrano nelle tasche di gente senza scrupoli a chi vengono sottratti se non alla comunità? Se non a quei cittadini che rivendicano un diritto alla normalità calpestato? I video delle facce che chiedono mazzette e che si mettono d’accordo triplicando la spesa per lo smaltimento senza interessarsi di dove e come questo avverrà, raccontano il volto di amministratori e incaricati a vario titolo che dovrebbero essere giudicati dai bambini, uomini e donne malati di tumore perché negli uffici deputati non c’è chi è realmente interessato a ripulire le nostre terre.

E scusateci se non ci appassioniamo al metodo dell’inchiesta, non vogliamo entrare nel merito perché quello che l’inchiesta ha portato alla luce è sicuramente più importante. I mezzi utilizzati da Fanpage possono essere condivisi o non, ma è necessario focalizzare l’attenzione sul risultato. I giornalisti della testata napoletana, hanno il merito di aver illuminato enormi zone oscure.

Le intenzioni sarebbero diventate reati se non fossero state scoperte. La magistratura farà il suo corso e le varie responsabilità saranno verificate, ma non si può restare zitti dinanzi alla naturalezza con cui, negli uffici preposti al risanamento di Terra dei fuochi, si affrontino le questioni in termini di mazzette e percentuali.

La società civile però stavolta è più consapevole, più organizzata e non se ne starà con le mani in mano mentre un’altra falsa epoca di emergenza arricchisca i corrotti per impoverire terre e genti.

About Tommaso Morlando

Giornalista pubblicista - Fonda l'associazione "Centro Studi Officina Volturno" nel 2002 e di conseguenza anche il Magazine INFORMARE. In un territorio "difficile" è convinto che attraverso la cultura e l'impegno civico sia possibile testimoniare la legalità contro ecomafie e camorra. Liberi e indipendenti da ogni compromesso personale e partitico. Il nostro scopo è quello di fare corretta e seria informazione, dando voce ai più deboli e alle "eccellenze" dei nostri territori che RESISTONO. Abbiamo una storia ancora tutta da scrivere e da raccontare, ma la faranno i nostri giovani, ormai il seme è germogliato e la buona informazione si sta autodiffondendo.